Deficit, tasse e spending review: Padoan risponda a 10 domande

Il debito pubblico aumenta, la crescita non si vede e si avvicina lo spettro di una manovra bis. Il ministro dell'Economia non può più nascondersi

Le riforme costituzionali - Senato, Legge elettorale, Titolo V della Costituzione - sono indubbiamente un momento centrale della legislatura. Ma non è su questo terreno che si misureranno i successi o gli insuccessi governativi. Sarà l'economia il vero banco di prova. Nella risposta ad una crisi profonda, come mai lo è stata, si gioca sia il futuro di Matteo Renzi sia quello del suo ministro dell'Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan. Ma soprattutto quello dell'Italia. La nostra opposizione alle misure finora annunciate e, per la verità scarsamente attuate, si basa su queste considerazioni. Forza Italia non può essere travolta in un eventuale fallimento, per la semplice ragione di non avervi contribuito. Abbiamo cercato in tutti i modi di lanciare responsabili appelli ai naviganti. Conoscendo le difficoltà oggettive che frenano ogni slancio lungo il sentiero della ripresa, avevamo invitato alla prudenza. E suggerito vie alternative. A partire da un maggiore impegno programmatico per il decreto Poletti del mercato del lavoro e sul cosiddetto Jobs Act.
C'era una logica nel nostro modo di operare. All'appuntamento europeo, dopo le tante critiche subite e l'onta di essere considerati «vigilati speciali» al pari della Croazia e della Slovenia, dovevamo presentarci con risultati concreti. Nessun compito a casa, per carità. Ma riforme imprescindibili se si vuol ritrovare il senso di una possibile prospettiva. Che poi coincidano in parte con le raccomandazioni della Commissione europea è solo un dato di realtà.
Operando nel senso indicato, saremmo stati più liberi di poter esprimere tutte le nostre critiche alla politica economica tedesca. E reclamare il rispetto dei Trattati, che non possono valere solo per taluni, ma devono essere impegnativi per tutti. Compresi quei Paesi il cui eccesso di surplus nelle partite correnti della bilancia dei pagamenti equivale a violazione. Si poteva reclamare una politica reflazionistica, basata sull'aumento della domanda interna di quel Paese, per ridurre il surplus commerciale e quindi contenere la rivalutazione dell'euro. Oppure creare nuove strutture finanziarie - si pensi agli eurobond - per il rilancio degli investimenti o la messa in comune almeno di una parte del debito sovrano.
Dicevamo: c'era una logica in questo nostro modo d'operare. Nasceva dall'osservazione attenta dei dati drammatici della situazione italiana: una produzione industriale che continua a regredire, un tasso di crescita complessivo ben al di sotto delle rosee e comunque minimaliste previsioni governative, una disoccupazione che ricorda la grande crisi del 1929; un debito pubblico che continua a crescere a ritmi forsennati; una finanza pubblica fuori linea; una povertà sempre maggiore. E potremmo continuare. Oggi il governo si trova di fronte la drammatica prospettiva di un'indispensabile manovra correttiva. E che rischia di complicare una situazione già estremamente difficile.
Se questo avverrà, sarà l'intero castello di carte a venir giù. Rimarrà solo la testimonianza di un'opposizione - la nostra - che non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani indicando vie alternative, proposte concrete per evitare ritardi ed errori, dimostrando la più totale e completa disponibilità al confronto. Un'occasione che il governo ha clamorosamente mancato, ma che consentirà ad una forza politica come la nostra di ripartire. Nell'interesse profondo dell'Italia.
Per questo ancora oggi poniamo al ministro dell'Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, 10 domande alle quali dovrà rispondere in Parlamento.

Commenti

glasnost

Gio, 17/07/2014 - 08:57

La sinistra (tutte le sinistre) spendono denaro pubblico per acquistarsi il consenso degli elettori. (guardate gli 80 euri che hanno portato il consenso al PD al 42%, i soldi allo spettacolo, ecc.). E' la loro ragione di esistere. Non potranno mai, per definizione, risanare un bilancio dello Stato, riducendo le spese. Non è mai accaduto. Anche il ministro delle finanze tedesco ha ricordato che la concessione alla Francia di Hollande sui vincoli di bilancio non ha portato alla Francia alcun beneficio finanziario. Una sinistra che si basa sul sostegno della burocrazia non ridurrà MAI i costi della burocrazia stessa. Non crediamo alle favole, Renzi o non Renzi sempre di sinistra si tratta, quindi chi può ed ha voglia di produrre e creare lavoro, vada via da questo paese e lasci qui poveri sostenuti dalla Caritas e dalla carità di stato insieme ad immigrati clandestini, gente di spettacolo superpagata, burocrati e simili. Buona giornata a tutti quelli che lavorano e che vogliono lavorare.

beowulfagate

Gio, 17/07/2014 - 09:03

Ma il cognome completo è Padoan Schioppan?

vince50_19

Gio, 17/07/2014 - 09:44

La crescita in Italia non ci sarà mai con i tassatori al governo e con chi non ha il reale coraggio di tappare la bocca a questa Troika mangiatutto per fare l'interesse degli italiani.

cameo44

Gio, 17/07/2014 - 09:49

Le domande no sono da fare al Ministro delle finanze ma bensì a Renzi ed al suo governo tutto mentre la gente si suicida a cause della crisi senza fine questi ci parlano di riforme di Senato di dissidenti di europa eternamente assente e tanto costosa sempre a spese dei contribuenti ma sono proprio necessarie due sedi e tutti questi palloni gonfiati da mantenere? Renzi che ci è stato presen tato come il nuovo il decisonista non pensa che sia prioritario pensare allo sviluppo e dare prospettive ai giovani o pensa di aver risolto tutto con i mitici 80 euro dati oltre tutto non a tutti ma guarda caso sono stati esclusi i più bisognosi ancora la prova che si è trattato di una mossa elettorale ed in questo ha avuto ragione visto l'esito delle europee si parla sempre di tagli ma mai di tagliare le tasse che sono la causa della crisi la poli tica continua a sperperare risorse per i tanti promessi tagli al la politica per qunto è dato sapere occorre aspettare il 2018 mentre i salassi alle famiglie hanno effetto immediato ed avvolte retroattivo ecco la rivoluzione di cui si vanta Renzi e tutto il PD tutto come prima peggio di prima tasse tasse tasse con l'avval delle sentinelle antitasse del NCD

Pimpinella

Gio, 17/07/2014 - 10:03

Le dieci domande: 1. Quando taglierete veramente le spese? 2. Quando taglierete veramente le spese? 3. Quando taglierete veramente le spese? 4. Quando taglierete veramente le spese? 5. Quando taglierete veramente le spese? 6. Quando taglierete veramente le spese? 7. Quando taglierete veramente le spese? 8. Quando taglierete veramente le spese? 9. Quando taglierete veramente le spese? 10. Quando taglierete veramente le spese?

steluc

Gio, 17/07/2014 - 10:22

Gli elementi alla Monti , Padoan , Saccomanni sono stati messi lì solo per garantire la solvibilità sul debito , del resto non glie ne può fregar di meno . Se per far ciò ammazzano il paese di tasse e fanno crescer il numero dei poveri , tanto di guadagnato . Sanno bene che gli italiani non hanno l'anima rivoluzionaria dei francesi o degli americani , vivono di raccomandazioni e di spatolate al c... del potente di turno. Basta vedere le ultime elezioni.

glasnost

Gio, 17/07/2014 - 10:27

Allora non capite! Se la sinistra taglia i costi dello Stato e consente agli imprenditori di lavorare e creare posti di lavoro, ha FALLITO il suo scopo. La sinistra vive solo grazie alle spese dello stato ed al controllo che ha sulla gente attraverso la burocrazia.

Vero_liberista

Gio, 17/07/2014 - 10:35

il prof. Brunetta dice cose assolutamente corrette, sensate e condivisibili ma sembra sorvolare sul presupposto fondamentale: questo governo è solo formalmente il governo italiano, ma nella sostanza è il governo del protettorato tedesco sull' Italia. E per garantirsi l'assoluta fedeltà agli interessi della Germania , la Merkel si è "comprata" (assicurandogli sostegno, prestigio, potere e visibilità internazionali) Napolitano e attraverso di lui prima l'accoppiata premier-ministro economia Monti - Passera (quest'ultimo espressione della grande finanza in italia, poi quella Letta - Saccomanni (idem come sopra, con in più la provenienza dalla Banca D'Italia, come in precedenza Ciampi e Dini), oggi l'accoppiata Renzi - Padoan (vista la scarsa conocoscenza del premier negli ambienti europei che contano, per compensare ciò si è scelto un'espressione italiana diretta dell'OCSE, come in precedenza Draghi e Padoa Schioppa, quindi finanza istuzionale di Bruxelles). Serve altro per capire che ogni auspicio di avviare una politica economica e fiscale in Italia autonoma (nel senso di collegata ma non succube della Germania) da Bruxelles e nell'interesse dell' italia e della sua economia con questi protagoisti è una mera utopia? Piantiamola con auspici e mantrine, prendiamo atto della realtà e attrezziamoci per resistere, resistere, resistere, fino allo scoppio definitivo della macrobolla (o macroballa) Renzi e più in alto, sopratutto, fino allo scoppio deflagrante della politica autoritaria della Germania. Ci vorranno degli anni ma la cosa importante è arrivare vivi alla fine del grande incio internazionale tra sinistra popolare e sinistra socialista spalleggiata da grande industria e finanza istizionale internazionale. E ci riusciremo.

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Gio, 17/07/2014 - 10:40

Tanti i trucchi che non servono a niente e che anzi servono solo ad aumentare il debito del mostro "pubblico" e ad affossare ancora di piú il Paese. La realtá che non si vuole vedere per porvi il giusto rimedio é quella dell´infame Muro di un apparato burocratico "pubblico" parassita unico al mondo sopra lo sterminio delle forze produttive, delle imprese e delle fabbriche che chiudono ogni giorno e sopra lo scempio dei posti di lavoro ... Manca il coraggio e la intelligenza di una visione d´insieme ... É tutta la "cultura" dell´Italia, fondata sulla meschinitá e il grettume egoista e ottuso di avvocaticchi senza veritá che prosperano sulla menzogna imperante, che é in fallimento ... E sopra a tutto la censura di questi pidocchi che usurpano i luoghi della informazione ... Cosa si puó fare di meglio che attendere il default che verrá per farne occasione di totale pulizia da tanto insulso sudiciume?

donati

Gio, 17/07/2014 - 10:43

costruire rotatorie con i soldi sottratti alle spese quotidiane dei cittadini NON fa ripartire l'economia !! Qualcuno deve finalmente dire: servono altri 10 miliard ?i, allora, siccome gia' ne incassiamo 800, riduciamo del 10/800=12.5% TUTTE le SPESE STATALI !!! Solo cosi' si ferma' il criminale prelievo del 50 % della ricchezza nazionale !!