Denuncia il suo stalker Dottoressa sgozzata all'uscita dall'ospedale

L'oncologa, 53 anni, colpita con un coltello L'assalitore fuggito in auto. Caccia all'uomo

Diana Alfieri

Una dottoressa di 53 anni, Ester Pasqualoni, è stata accoltellata a morte ieri da uno sconosciuto nel parcheggio dell'ospedale Val Vibrata di Sant'Omero.

La donna, una oncologa che aveva da poco finito il suo turno, è stata trovata riversa a terra tra due auto da un altro dipendente dell'ospedale.

La dottoressa, colpita alla gola e al petto, è stata subito soccorsa dallo stesso dipendente, un medico, che però ha solo potuto constatare che la 53enne era già deceduta. L'assassino sarebbe fuggito a bordo di un'auto, probabilmente una Peugeot 205 di colore bianco.

La donna, che lascia due figli minorenni, da quanto si è appreso avrebbe denunciato di recente uno stalker che la stava perseguitando. Sul posto sono subito arrivati i carabinieri che erano al corrente dell'odissea della vittima, impotente dinanzi alla persecuzione dello stalker. Ora è caccia all'uomo in tutto il Teramano. Una ricerche alla quale parteci anche la polizia.

L'omicidio è avvenuto poco dopo le 16. Ester Pasqualoni, nata a Roseto degli Abruzzi (Teramo), era responsabile del reparto di Oncologia.

Sull'auto in fuga ci sono testimonianze discordanti: c'è chi parla di una Peugeot bianca e chi di un'auto scura di grossa cilindrata.

«Basta prendere sotto gamba le denunce di donne in pericolo. Ancora una volta una donna è stata barbaramente uccisa da un uomo che la perseguitava da tempo e che lei aveva più volte denunciato - hanno dichiarato i senatori della Lega Nord, Erika Stefani, membro della commissione d'inchiesta sul femminicidio e Paolo Arrigoni, responsabile regionale Ncs Abruzzo -. Una mamma di famiglia, con due figli, la cui unica colpa è stata quella di respingere un folle spasimante. Non sono infatti bastate le due denunce che la dottoressa di Teramo aveva sporto alla polizia per tenere lontano lo stalker che aveva ricevuto solamente un ordine di allontanamento». «Stalker diventato poi assassino - hanno aggiunto i due esponenti leghisti -. Non si può arrivare sempre a posteriori. I casi di follia di femminicidio sono in continuo aumento e urgono immediatamente interventi che rendano effettiva la tutela delle donne. Episodi drammatici come quello di ieri non possono più accadere e lo Stato ha il dovere sociale ed etico di fermare questi pazzi prima che questi agiscano».

Una giornata davvero nera quella vissuta ieri in Abruzzo, dove, poche ore prima dell'omicidio della dottoressa, è avvenuto un altro cruento omicidio per ragioni di gelosia.