«Devo portare dei gelati...» E lo hanno lasciato uccidere

Il tir è stato per nove ore parcheggiato in divieto di sosta sul lungomare. Con una beffa superati i controlli

«Uccidete i miscredenti in qualunque modo Se non siete in grado di trovare un'arma da fuoco, allora prendete una pietra e con quella spaccate le teste degli infedeli, squartateli con un coltello, investiteli con l'auto, buttateli giù da un dirupo, strangolateli o avvelenateli...». Il messaggio, lanciato dal portavoce dell'Isis due anni fa, è stato raccolto. Ogni jihadista, ovunque si trovi, cane sciolto o in gruppo, deve colpire senza pietà. E così è stato. Per l'ennesima volta la Francia e l'Europa sono nel mirino dei terroristi islamici. Per l'ennesima volta decine di civili innocenti pagano con la vita la lucida follia omicida dello Stato Islamico. Il governo francese si aspettava un attacco e aveva mobilitato più uomini sul territorio per la festa nazionale del 14 luglio, annullando addirittura gli eventi previsti in alcuni Paesi stranieri, come la Turchia. Il terrore ha invece colpito Nizza, una località piena di turisti stranieri e di francesi che allegramente assistevano alle celebrazioni sul lungomare della città, mettendo in luce le falle della sicurezza in occasione di un grande evento. E così, alle 22,30 di giovedì, un Tir guidato da un tunisino di 31 anni, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, ha potuto percorrere oltre due chilometri a 80 km orari la zona del lungomare pedonale di Nizza, colpendo come birilli tutti quelli che passeggiavano o assistevano ai fuochi d'artificio in quel momento e poi sparando su tre poliziotti. Una strage. Il killer è riuscito a uccidere 84 persone, fra cui 10 bambini, e ferirne oltre 200, 52 dei quali in modo gravissimo. Inutile il tentativo eroico di un motociclista, che ha affiancato il camion tentando di salire a bordo per fermare il terrorista. Quando ha aperto la portiera, il tunisino gli ha sparato a bruciapelo, ha raccontato un giornalista tedesco che ha visto la scena dal terrazzo di un albergo. A fermarlo sono stati poi due poliziotti, uno dei quali, un'agente donna diventata l'eroina del giorno, è saltato sul Tir e ha ucciso il killer. Resta comunque il fatto che non esisteva un sistema di sicurezza adeguato. Il mezzo pesante, infatti, ha superato senza problemi le barriere della zona pedonale che «non hanno retto» allo sfondamento, ha spiegato il viceprefetto di Nizza. «Il camion sterzava di continuo, per colpire più persone possibile, proprio come fossero dei birilli» ha detto un giornalista del quotidiano Nice-matin, Un altro testimone ha raccontato ai giornali di essersi salvato per miracolo: «Ho sfiorato la morte. Ho visto gente stritolata, teste insanguinate, membra staccate». Tra le vittime ci sono diversi stranieri e anche dei dispersi. Fra le persone che mancano all'appello ci sono tre italiani: due anziani coniugi, Angelo D'Agostino e Gianna Muset, e Marinella Ravotti. Il marito di quest'ultima, Andrea Avagnina, è stato invece ritrovato dai familiari: è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale. Mohamed Lahouaiej Bouhlel era noto alla polizia per violenza domestica, furto, atti di violenza e uso di armi. I vicini di casa lo ricordano come un musulmano «non molto praticante».

É stato oggetto di «diversi processi, ma è stato condannato una sola volta, nel maggio di quest'anno per violenze con un'arma», ha affermato il ministro della Giustizia francese, Jean-Jacques Urvoas, sottolineando che questi fatti non hanno nulla a che vedere con l'azione terroristica. In base alle prime indagini, il killer avrebbe lasciato il camion in sosta per circa nove ore vicino al lungomare di Nizza, nonostante il divieto durante la festività. Tutte le strade intorno al luogo della strage, infatti, erano state chiuse. Bouhlel sarebbe stato addirittura fermato dalla polizia, mentre circolava col camion, noleggiato il giorno prima, ma ha passato il controllo raccontando che stava consegnando gelati. Se qualcuno si era messo in testa che lo Stato Islamico fosse in crisi, dovrà ricredersi. É vero che il Califfato sia in difficoltà sul proprio terreno, ma è altrettanto vero che per questo motivo stia affinando un'altra strategia: rinunciare ai grandi obiettivi, che sono ben protetti e contro i quali servono terroristi ben addestrati. Ora si affida ai cani sciolti, indottrinati dalla propaganda, spingendoli a colpire indiscriminatamente i civili, dove meno se lo aspettano. Era già accaduto in novembre a Parigi, è accaduto a Dacca e di nuovo a Nizza. Spargere il terrore, impedirci di vivere, non sentirci mai sicuri: ecco a cosa mirano. E ci riusciranno, se noi continueremo a non reagire con durezza, a non tagliare i cordoni che legano questi assassini ai loro padrini, a espellere tutti quegli estremisti che possono essere una potenziale minaccia per i cittadini europei.