Diciotti, Salvini non parla dai banchi del governo: ecco perché

La decisione del ministro dell'Interno: l'intervento sul caso Diciotti dai banchi della Lega. Salvini: "Amo l'Italia"

Durante la discussione al Senato sul caso Diciotti, Matteo Salvini si è alzato dai banchi del governo e si è diretto verso i banchi della Lega. Il gesto del ministro dell'Interno non è passato inosservato e molti si sono chiesti se si sia trattato di un messaggio politico o di semplice prassi parlamentare.

Il titolare del Viminale avrebbe infatti potuto prendere la parola dai banchi del governo dove si trovava in compagnia del ministro della Pubblica amministrazione e quello dell'Agricoltura, i senatori leghisti Giulia Bongiorno e Gian Marco Centinaio, oltre a, unico M5s, il titolare dei Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro.

Secondo quanto spiegano i leghisti, il gesto di Salvini di parlare dai banchi della Lega era dovuto al fatto che l'intervento era iscritto nella discussione generale. Non sono mancate le critiche, soprattutto di Pietro Grasso, che si è lamentato di aver visto "di spalle" il discorso del ministro dell'Interno sull'autorizzazione a procedere richiesta dal tribunale dei ministri di Catania.

Durante l'intervento, comunque, Salvini ha rivendicato le scelte fatte sul caso Diciotti, quando impedì lo sbarco immediato dei clandestini recuperati al largo della Libia. Poi, poco prima di concludere il discorso, si è anche commosso in aula: "Amo l'Italia, i miei figli e il mio lavoro. Mi ritengo un ragazzo fortunato, ringrazio il buon Dio e gli italiani", ha detto detto col groppo alla gola. "Ringrazio il buon Dio - ha aggiunto - e gli italiani per l'onore di poter difendere con il mio lavoro che penso di svolgere con onestà, buon senso, coraggio. Comunque votiate vi ringrazio, siate certi che continuerò il lavoro senza nessuna paura, sennò farei un altro mestiere".