La difesa di Autostrade: nessuna urgenza segnalata dal ministero

La società: 500 euro agli studenti senza casa. Via alle ispezioni per demolire i monconi

Il parere del Politecnico era stato richiesto e accolto, le indicazioni sui sensori erano state approvate nel progetto vagliato dal Mit e non c'erano elementi di urgenza o campanelli d'allarme sulla situazione del ponte Morandi da segnalare ad Autostrade. Dice questo la nota con cui «Autostrade per l'Italia» nelle ultime ore è ritornata sulla questione legata al contenuto del parere del Politecnico di Milano, nel quale lo scorso anno si consigliava l'installazione sul ponte di «alcuni sensori per consentire di studiare il comportamento dei sistemi bilanciati (9 e 10) del viadotto Polcevera, attraverso approfondimenti tecnico-sperimentali».

Un sistema di monitoraggio permanente della stabilità da installare sul viadotto, crollato lo scorso 14 agosto, contenuto in una raccomandazione che era stata richiesta dal progettista di Spea, al quale era stato affidato da «Autostrade per l'Italia» il mandato di progettare l'intervento di miglioramento del viadotto Polcevera. E che «fu accolta dal progettista - specifica il gruppo - che inserì il sistema di controllo suggerito nel progetto, che venne sottoposto ad approvazione da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti qualche giorno dopo, il 31 ottobre 2017, e che sarebbe stato approvato soltanto l'11 giugno 2018».

Non solo. «Il parere integrale del Politecnico - ha sottolineato ancora Autostrade - fu inserito nella documentazione del progetto trasmessa al Ministero per approvazione e al provveditorato alle Opere Pubbliche di Genova. Nessuno ravvisò, analogamente al progettista, elementi di urgenza da segnalare ad Autostrade».

Le precisazioni di Autostrade (che ha promesso 500 euro a tutti gli studenti genovesi della Zona Rossa) sono arrivate mentre a Genova si entra nella fase degli approfondimenti pratici per l'abbattimento dei tronconi del ponte. A marcia già ingranata proprio ieri, per la prima volta dal giorno del disastro, i tecnici di Autostrade sono stati autorizzati ad effettuare il primo sopralluogo sul luogo del crollo.

Sul posto sono arrivati gli esperti della direzione del I Tronco Autostrade che, dopo l'autorizzazione della magistratura per l'accesso alla zona del disastro, hanno iniziato i controlli e le misurazioni necessarie a comporre il piano di demolizione dei due monconi, le cui operazioni potrebbero prendere il via tra fine settembre e inizio ottobre. Le prime verifiche di ieri serviranno ad integrare la bozza di piano di abbattimento.

Dopo gli appelli sulla necessità di tempi certi per la ricostruzione, Genova aspetta di conoscere eventuali misure speciali allo studio da parte del governo. Sulla questione dell'emergenza di ponte Morandi ieri si è fatto il punto in consiglio dei ministri. Si parla di una legge ad hoc, come ha confermato anche il sottosegretario ligure alle Infrastrutture, Edoardo Rixi: «Speriamo di essere in grado di dare risposte prima della metà di questo mese, su questo sta lavorando il governo in questo momento».

«Tutti i provvedimenti urgenti che il governo volesse prendere sarebbero d'aiuto», ha commentato anche il governatore della Liguria e commissario all'emergenza Giovanni Toti, sottolineando: «Ci aiuterebbe un provvedimento speciale per agevolare i tempi ma credo che ce la caveremo anche senza», riguardo alla possibilità che i provvedimenti siano presi in legislazione ordinaria.

Intanto, nel post emergenza, ieri nel ponente della città si è verificato un altro cedimento, seppure di entità molto diversa, che ha causato la chiusura di un tratto di strada di viabilità ordinaria. Una parte di intonaco che si è staccato da un viadotto autostradale della A26 ha causato lo stop al traffico sulla sottostante via Ovada. Non ci sono stati feriti ma, in via precauzionale, la strada è stata chiusa al traffico fino al termine delle verifiche.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 04/09/2018 - 13:21

La sensazione è che al Quirinale i buonisti siano indecisi se chiudere del tutto la tesi dell'attentato islamico, dato che si è sentito un tuono prima del crollo mentre le apposite telecamere guarda caso "chiudevano un occhio", o dello sventolato cedimento strutturale per mancata manutenzione. Comunque la colpa sarebbe del PD, ma con lo scarica barile sui Benetton, la remunerativa più dello spaccio di droga, politica dell'invasione continuerebbe imperterrita.

Ritratto di gian td5

gian td5

Mar, 04/09/2018 - 23:44

Gentile Antonietta, non si è mai visto un ponte intonacato, sono tutti cemento a vista.