Diktat Bce sulle sofferenze: stop del Parlamento europeo

Il parere giuridico chiesto da Tajani: "Francoforte non può imporre misure aggiuntive, serve una legge"

L'addendum della Bce sulle sofferenze bancarie, se sarà adottato nella forma attuale, farà sconfinare l'istituto di Francoforte in un campo che non gli appartiene: quello dell'iniziativa legislativa, che è prerogativa di altri organismi dell'Unione europea. Quindi, se la banca centrale proseguirà sulla strada tracciata dalla Vigilanza, sarà inevitabile un conflitto tra istituzioni comunitarie.

L'atteso giudizio del servizio giuridico del Parlamento europeo è arrivato e non ha deluso le attese. Era stato richiesto da Antonio Tajani per chiarire gli aspetti giuridici della stretta sui crediti deteriorati annunciata dalla Bce. Lo stesso presidente del Parlamento europeo aveva scritto alla Banca centrale, prefigurando una bocciatura non solo politica, che ieri i tecnici di Bruxelles hanno confermato.

Così come sono state stilate dal capo della vigilanza Danièle Nouy, le nuove linee guida avranno un carattere legalmente vincolante. «La Bce non ha la competenza per adottare l'addendum perché definisce regole legali obbligatorie di scopo generale applicabili a tutte le banche», si legge nel documento.

A parte la rigidità dei nuovi requisiti per le banche nella gestione dei non performing loans (copertura integrale entro due anni delle sofferenze non garantite ed entro sette anni di quelle garantite parzialmente a partire dal prossimo anno) e le critiche che si sono sollevate da governi, imprese e banche in tutta l'Unione per l'inevitabile stretta al credito che comporterà l'addendum, c'è un problema di legittimità.

Già stamattina Nouy potrebbe replicare nel corso di un'audizione al Parlamento europeo. La speranza delle istituzioni comunitarie è che corregga il tiro, magari rinviando le conclusioni alla consultazione con gli istituti di credito, che è in corso e terminerà l'8 dicembre.

Se non dovesse succedere non è escluso che sull'addendum si apra un conflitto tra istituzioni che potrebbe investire in ultima istanza la Corte di giustizia europea, che svolge anche la funziona di corte costituzionale.

Lo stesso presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani aveva sollevato il nodo legittimità appena erano state rese note le linee guida della Bce sulle sofferenze e aveva fatto presente il rischio che la Bce potesse entrare in conflittto con le leggi europee.

I tecnici sono stati chiamati per chiarire alcuni aspetti. La vigilanza nell'Addendum aveva presentato i nuovi requisiti come delle «aspettative» della Bce. Indicazioni ufficialmente non vincolanti, insomma.

Ieri il parere dei tecnici dell'Europarlamento ha smontato questo escamotage. «Un atto può essere ritenuto avere effetti legali se si rivela che le parti lo percepiranno come un atto che devono rispettare nonostante la sua forma». Il linguaggio della Bce «è di natura prescrittiva in quanto non solo fissa l'ammontare delle svalutazioni dei Npl per rispettare le aspettative quantitative di supervisione Bce, ma delimita precisamente» anche le eccezioni e gli effetti per chi non segue le linee guida.

In sostanza, con la linea Nouy, le banche riceveranno dalla Bce un'offerta che non potranno rifiutare. Che vale quanto una legge o forse di più, visto che viene dall'organismo che vigila su di loro.

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Contenextus

Gio, 09/11/2017 - 09:47

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