Il direttore licenziato dalle «cicciottelle» «Un titolo irriguardoso»

L'editore rimuove Tassi, responsabile di «QS» Nel 2012 la stessa ironia per i colleghi uomini

Andrea Cuomo

Ci scommettiamo: Giuseppe Tassi non darà più del cicciottello a nessuno. Nemmeno dell'obeso, del sovrappeso, del rotondetto. Quella parola gli è costata il posto. È lui (o meglio era) il direttore di QS, l'inserto sportivo del QN (Quotidiano Nazionale) che l'altro ieri, commentando il fatto che la nazionale italiana femminile di tiro con l'arco avesse perso all'ultima freccia la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, ha titolato: «Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico».

Un titolo decisamente inopportuno, al netto del fatto che effettivamente Lucilla Boari, Claudia Mandia e Guendalina Sartori, le tre arciere di cui sopra, non sono proprio il prototipo dell'atleta olimpico. E infatti dopo una breve ma virulenta polemica, e dopo un inutile messaggio di scuse da parte di Tassi, quest'ultimo è stato rimosso dall'incarico dall'editore Riffeser Monti, che si è scusato ancora una volta con maggiore decisione.

All'inizio la vicenda era stata derubricata come un esempio di giornalismo un po' cialtrone ma nulla più. Poi la polemica è montata, diventando politica. Il primo a intervenire è stato, con una lettera aperta, il presidente della Federazione italiana di Tiro con l'Arco, Mario Scarzella, che ha parlato di linguaggio «irriguardoso» nei confronti della «sue» ragazze e di una disciplina che da sempre è un po' figlia di uno sport minore. «Focalizzare l'attenzione - scrive Scarzella - sull'aspetto fisico di queste ragazze su un quotidiano che scandalistico non dovrebbe è stato davvero di cattivo gusto». Scarzella fa peraltro notare che «il quarto posto a squadre nel femminile resta il miglior risultato del tiro con l'arco italiano nella storia dei Giochi Olimpici», ma che il bronzo mancato «purtroppo le segnerà per tutta la vita, ben sapendo che non c'è nessuna certezza per loro di poter godere di una seconda opportunità per riscattarsi».

Va detto che l'ironia sulla forma fisica degli arcieri non è una novità. Quattro anni fa a Londra la medaglia d'oro a squadre non risparmiò Marco Galiazzo, Michele Frangilli e Mauro Nespoli da qualche sghignazzo sulle loro pancette («arcieri extralarge» fu il titolo di qualche giornale) e sui loro berrettini fuori moda. Ma allora il trionfo sportivo e il loro essere uomini evitò polemiche esagerate. E a Rio c'è anche chi sulle proprie rotondità scherza. é il caso di Teresa Almeida, ormai idolo del web, portiere della nazionale dell'Angola di pallamano, che si dice orgogliosa dei suoi 98 chili.

Ma questo non impedisce che il tribunale della rete si scateni in difesa delle ragazze dell'arco. «Siamo tutte cicciottelle», il grido di battaglia di molti frequentatori dei social. Ma c'è anche chi fa notare un eccesso di «politically correct». Anzi, di «phisically correct».