Disgelo nel centrodestra. Berlusconi aspetta la Lega

Il Cavaliere riavvia il dialogo di Fi con gli alleati. E incontra Meloni per mediare con Salvini

L'operazione disgelo tra Silvio Berlusconi e il fronte sovranista è iniziata da tempo. Dopo un periodo segnato da diffidenza e da molte battute taglienti firmate da Matteo Salvini, il riavvicinamento è in corso, complici anche i sondaggi che accreditano serie possibilità di vittoria a una coalizione unita. Prove tecniche di unità, insomma, anche se resta da superare il nodo Lega, complice la vicinanza di un congresso rispetto al quale prosegue il botta e risposta tra il segretario e Umberto Bossi (su posizioni più filo-berlusconiane), con il Senatùr che anche ieri ha accusato il numero uno del Carroccio di voler trasformare quell'appuntamento in una sorta di referendum sulla persona piuttosto che sul programma.

Chi non vuole farsi schiacciare nella morsa Berlusconi-Salvini è Giorgia Meloni che vuole costruirsi un ruolo da pontiere tra i due leader. Domenica la presidente di Fratelli d'Italia, che si trovava al Nord, impegnata in un tour a Como e Monza è stata accolta ad Arcore, a villa San Martino. Un incontro cordiale e non programmato che segue il corteggiamento avviato da Berlusconi, che nei giorni scorsi ha speso pubblicamente parole di stima nei confronti della Meloni. In particolare, è il primo incontro da soli dopo le frizioni registrate in seguito alla decisione di Forza Italia di appoggiare Alfio Marchini e non l'ex ministro dello Sport alle scorse Comunali. Dopo di allora, Meloni e Berlusconi si erano visti a settembre, in un incontro a tre con Matteo Salvini.

La Meloni è ferma nella sua volontà di ritrovare unità all'interno del centrodestra, pur ribadendo i tre «paletti» che Fdi mette nella trattativa con Fi (ovvero le ridefinizione dei rapporti con l'Unione europea; le primarie per la leadership del centrodestra e la cosiddetta clausola anti-inciucio con Matteo Renzi). In particolare, Fdi ha presentato una proposta di legge per regolare le primarie (come chiede l'ex Cavaliere) e la Meloni considera che un'adesione di altri partiti a questa proposta potrebbe rappresentare un banco di prova della reale volontà, soprattutto di Forza Italia, di riprendere concretamente il dialogo. Per quanto riguarda la legge elettorale, sia Berlusconi sia Meloni preferirebbero un sistema che premi la coalizione e non i partiti.

Sullo sfondo continua a far discutere l'adozione dei cinque agnellini da parte di Berlusconi. Matteo Renzi ci scherza, ma non troppo. «Quel signore lì di Arcore ha sette vite come i gatti, non come gli agnelli. Berlusconi non lo sottovaluto affatto». Michele Emiliano a un Giorno da Pecora riconosce la portata emotiva dell'appello. «Se a Pasqua mangerò l'agnello? Negare di aver mangiato l'agnello, qui in Puglia, sarebbe una bugia. Capisco che Berlusconi è un genio, e quando ho visto quella foto mi sono tolto il cappello. Credo che a questo punto ci sarà un crollo nelle vendite dell'agnello, io stesso sono andato in crisi. Berlusconi è riuscito a scuotermi». Michela Vittoria Brambilla racconta, invece, qualche dettaglio in più di quanto accaduto. «La foto di Berlusconi con l'agnellino? Lui ha pochissimi giorni, può alimentarsi solo col biberon per ora e si chiama Fiocco di Neve, nome che gli ha dato Francesca. Non sono stata io a convincere il presidente a salvare questi agnelli, lui ama gli animali e come tutti quelli che la pensano così non può che provare affetto ed empatia per questi cinque agnellini che ha voluto salvare, perché altrimenti sarebbero finiti su di una tavola pasquale. Lui ha un grande parco, resteranno lì. Berlusconi ha già tanti animali, anche cavalli e dei daini, che ha salvato». Cosa mangerà il presidente a Pasqua? «Non lo so, ma vi posso dire che quando vado ospite a casa sua non vedo mai carne».

Commenti
Ritratto di ...repubb£iQetta.

...repubb£iQetta.

Mar, 11/04/2017 - 08:54

quando il PADRONE chiama i FIDI SERVI accorrono

Piut

Mar, 11/04/2017 - 09:30

Io credo che l'unica mossa possibile (e intelligente) per Berlusconi sia di farsi da parte e di dare il suo endorsement incondizionato a Salvini, per ovvi motivi: 1.Berlusconi quasi certamente non si potrà ricandidare e, anche se potesse, non è più credibile per un'azione di governo...è molto più credibile nel ruolo del vecchio politico in pensione che dispensa saggi consigli (e accudisce agnellini)!2. Berlusconi nel suo partito non ha eredi e nella coalizione l'unico presentabile è Salvini per forza, carisma e popolarità!3. Se Forza Italia vuole tornare a vincere, deve tornare ad essere un partito di Destra e non l'annacquato partitino di centro, moderato e insulso che è diventato (per colpa del suo leader)!

peter46

Mar, 11/04/2017 - 09:42

Tranquillo,Gasparri...per te sempre il solito brodino dato che la Pascale è sempre ancora padrona di casa.

Maver

Mar, 11/04/2017 - 10:34

Grande stima per Giorgia Meloni ma proprio a fronte della sua legittima preoccupazione di non rimanere stritolata nella morsa FI-Lega, è bene che faccia molta attenzione. Il motivo e duplice e riguarda Berlusconi piuttosto che Salvini. E' auspicabile che non abbia dimenticato il trattamento riservatole quando si candidò al ruolo di Sindaco della Capitale (il partner è sempre quello di allora che la voleva a casa ad accudire la prole). In secondo luogo, (ma non certo per importanza), c'è che Berlusconi è un Liberale e FDI un partito di Destra. Al di là di labili accordi funzionali ad assicurarsi una difficile vittoria non c'è futuro perché i due percorsi politici divergono decisamente e radicalmente su due punti chiave come: Sovranità e adesione alla UE.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 11/04/2017 - 10:46

Certo, il problema che maggiomente attanaglia l'Itaglia (fa anche rima) è, sicuramente, l'applicazione delle tesi di Maria Vittoria Brambilla...Dopo il patto del Nazareno ecco bell'e che pronto quello dell'agnello. Qualcuno, a suon di flan di verdura, deve essersi bevuto il cervello.

Giorgio1952

Mar, 11/04/2017 - 12:24

Ormai è la barzelletta quotidiana un giorno c'è il disgelo nel Cdx, il giorno dopo il Cav è l'unico argine all'euro disfattismo, il giorno dopo ancora dice che è “un errore snobbare i populisti”, insomma si decida il campione del «doppio binario»: è capace di farsi concavo e convesso a seconda delle circostanze e degli interlocutori ma non prende mai una posizione definitiva!!!

Ritratto di Pettir45

Pettir45

Mar, 11/04/2017 - 12:28

Era prevedibile e scontato che la Meloni e Salvini non avevano altra scelta. Li capisco...se vogliono tornare al governo, la loro unica possibilità è tornare (mestamente) da papà Silvio.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 11/04/2017 - 17:25

Il problema sono i collaborazionisti come Alfano e la deludente Lorenzini. Per fare la volontà del Popolo sovrano, ci vorrebbe una legge elettorale col primo turno per partito e il ballottaggio per coalizione. Così i pretenziosi si ridimensionano. La stessa cosa vale anche per la sinistra.