Dj Giuseppe, il canta balle: «Fingeva di essere poliziotto»

Fermato da una pattuglia, si spaccia per collega: «Sono dell'antiterrorismo» Gli trovano pistola, tesserino finti e una radio. Sei mesi con la condizionale

Ore 20, piazza Dergano, estrema periferia Nord di Milano, la pattuglia dei carabinieri sta facendo il solito giro di farmacie, negozi e supermercati. L'ora della chiusura, quando le casse sono più «grasse», è infatti quella preferita dai rapinatori. Quindi motore al minimo e finestrino aperto per cogliere anche il minimo segnale sospetto. Come il cicalino della radio delle forze dell'ordine. I militari si guardano in giro e notano un signore di mezza età, capelli lunghi e pizzetto, con l'apparecchietto in mano: un rapinatore, in ascolto sulle frequenza della centrale, o uno sbirro. In ogni caso meglio approfondire.

«Ciao collega che fai qui, bisogno di una mano?» lo apostrofa il capo pattuglia. Il «collega» in realtà è Luciano Fronti, 50 anni a maggio, che, come Dj Giuseppe, dal lunedì al venerdì manda in onda su Radio 105 Music & Cars . Fronti sfoggia un atteggiamento di complicità e sussurra, «Sono poliziotto, antiterrorismo» ed esibisce un tesserino intestato proprio a lui. Ovviamente falso. Il carabiniere decide un «supplemento di indagine» e gli fa vuotare le tasche. Facendo saltar fuori la riproduzione di una pistola Walter, impossibile da distinguere da una vera, anche perché senza tappo come impone la legge. Scatta anche la perquisizione in casa, dove viene trovata una dozzina di grammi di marijuana. E finisce dentro.

Dopo una notte in guardina, Dj Giuseppe è comparso ieri in udienza per la direttissima. Il magistrato gli ha chiesto cosa volesse fare. «Aiutare le forze dell'ordine e difendere la città». Beccandosi subito del «Charles Bronson dei poveri». Dopo di che è stata la volta dei militari: «Gli è andata bene che la pistola l'aveva infilata dietro la schiena, l'avessimo vista, non so se ne sarebbe uscito vivo». Alla fine il magistrato fa l'elenco dei reati: la pistola senza tappo, il distintivo, la radio, la marijuana. No, quella no, uso personale, basta la segnalazione al Prefetto. Dunque fatti i conti sono sei mesi, con i doppi benefici, condizionale e non menzione. Prima di congedarlo non ha potuto esimersi dal pro memoria : «Adesso per cinque anni veda di non andare in giro con una scacciacani a proteggere la città e questa vicenda finisce qui. Adesso vada».

A metà pomeriggio Dj Giuseppe è già alla sua postazione da dove non può esimersi dal commentare la bravata: «Stasera vado a fare dei tatuaggi nuovi per avere un look più da galeotto. Magari “sei un pirla”, così mi ricordo cosa ho fatto». Come dargli torto.

di Enrico Silvestri