Domani l'assemblea dei democratici: l'iter verso il congresso resta oscuro

La maggioranza dem ha fatto il punto per definire la strategia da portare in assemblea domani - oltre a Matteo Renzi, ai capigruppo, c'erano Lorenzo Guerini e altri big legati all'ex premier - ma la riunione, riferiscono fonti parlamentari, non ha sciolto il nodo sul percorso da qui all'assise congressuale. L'orientamento - sottolinea un big dem - è seguire lo statuto. Ovvero sciogliere l'assemblea e convocare il congresso ad ottobre. L'idea sarebbe approvare un ordine del giorno prima di sciogliere l'assemblea per permettere alla direzione di rimanere in carica. «La possibile candidatura di Guerini a segretario era un'offerta di mediazione che non è stata presa in considerazione», sottolineano fonti dem. Tuttavia per ora non c'è una decisione sul da farsi. L'intenzione sembra convocare il congresso subito ma non è archiviata la possibilità di un'intesa con Maurizio Martina per evitare conte interne. All'incontro non ha partecipato il reggente dem che è ad Aosta, né Andrea Orlando, che dovrebbe riunire i suoi oggi. Le componenti non renziane - Franceschini in primis - appoggiano Martina. Sulla stessa lunghezza d'onda i veltroniani e i fedelissimi di Emiliano. «Auspico la sua conferma e un iter congressuale condiviso», affermano Walter Verini e Francesco Boccia. «La guida di Martina può funzionare», spiega il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. «La sua proposta mi sembra condivisibile: eleggere un segretario in assemblea e fare il congresso», osserva Zingaretti. Ma Richetti è stato netto: «Martina può essere una safety car ma non in corsa».