Don Angelo abbassa i toni

Caro Don Angelo,

come certamente sai un giorno Gabriele d'Annunzio scrisse a un tuo precedessore nella bella chiesa di San Nicola a Gardone Riviera: «Caro parroco, sappi che se non smetti di suonare le campane al mattino i cannoni della nave Puglia sono puntati sul tuo campanile». Millantava: Mussolini gli aveva regalato la nave da guerra da mettere sulle colline del Vittoriale, ma senza la possibilità di sparare, se non a salve. Del resto Gabriele voleva bene al suo parroco, come io ne voglio a te; mi piace la tua dolcezza operosa e anche il sapere che - nel magnifico luogo dove ti hanno trasferito da poco - hai qualche rimpianto per la tua vecchia parrocchia operaia nella bassa padana. Non farò dunque come quei signori che stanno trascinando un parroco in tribunale per impedirgli di suonare le campane. Tuttavia ti prego: smettila. Da qualche mese risiedo a Gardone, a 300 metri in linea d'aria dai tuoi bronzi tonanti e - santocielo, scusami - non capisco perché tu mi debba svegliare tutte le mattine alle sette e trenta. La notte è l'unico tempo che ho a disposizione per studiare e scrivere, ma anche se così non fosse, anche in caso di ozio perenne, ognuno ha il diritto di dormire quanto vuole.

Lo so, per secoli le campane delle chiese hanno scandito le ore della giornata, gli avvenimenti tristi e gioiosi, gli eventi piccoli e grandi. Erano l'unico modo che ci fosse per segnalare a tutti, e subito, gli avvenimenti e le ore. Ma adesso? Adesso i tuoi rintocchi - ultradecibelosi e troppo prolunganti per riaggrapparsi al sonno - sono soltanto un'imposizione, il segno di un'abitudine, o al massimo della tua gioia per l'inizio della giornata. Condivido la tua gioia, non la tua intenzione di mettermi a pregare appena sveglio, né di dedicare la giornata al Signore.

E non sono il solo.

Dunque ti prego ancora: smetti. O, almeno, sposta l'orario in un momento meno traumatico e più adatto a un sereno luogo di villeggiatura. Vedrai, come prima conseguenza, che tutti, anche i più pii, non saranno poi così scontenti. Sai che amo la tecnologia. Potrei farti preparare un'app che permetta a chi lo desidera di svegliarsi al suono delle campane all'ora preferita. Te la regalerò. Così ci vorremo tutti più bene, com'è nel nostro scopo comune.

Ti abbraccio con l'amicizia di un Giordano Bruno a un Angelo, e con le mie solite campane in testa. E a festa.

@GBGuerri