La donna di velluto Per Armani è nero da mattina a sera

Re Giorgio copre le gambe «I pantaloni sono più raffinati» Missoni osa con la tinta unita

di«Prenditi cura di te, impara ad amarti. Vestiti in velluto nero dal mattino alla sera perché così sembri la metà e se non ne hai bisogno fa lo stesso. Il velluto ti accoglie nella sua morbidezza. È carezzevole, ricco e sempre raffinato: un materiale meraviglioso». Giorgio Armani sembra sussurrare queste parole nell'orecchio delle ragazze che ieri hanno sfilato con la collezione donna del prossimo inverno. Sono un esercito di modelle giovani e belle come non mai, hanno tutto tranne la consapevolezza del fascino che si raggiunge solo con l'età. A questo pensa Re Giorgio che le fa spettinare ad arte, come se si fossero arrotolate le ciocche con le dita in preda a chissà quali pensieri. Poi le veste con questi suoi capi così semplici e al tempo stesso donanti, un'eleganza imprescindibile. «Il velluto nero è una risposta forte e chiara che ci voleva dopo l'enfasi dei colori e la fiera delle vanità degli ultimi anni» dice.«È il momento di prendere il toro per le corna di fare ordine nel caos estetico che ci circonda. Io lo faccio con questa collezione che ho visto sette volte in pedana per essere sicuro di presentare un'eleganza sottile che nasce da un pensiero: fare moda per far star bene le donne, non per avere la copertina di questo o quel giornale». Il maestro racconta poi che si è divertito a correre il rischio di annoiare con la voluta ripetitività delle proposte. Nell'89 per cento dei casi si tratta di pantaloni perché dice - «le gambe nude stonano con questa raffinatezza». Sopra per il giorno ci sono soprattutto giacche in uno speciale tweed di seta color tabacco. Le borse sono bellissime: piccole ma non minuscole, evocative del classico attache case da uomo ma ultra femminili. Dopo una serie di proposte in cui il velluto nero è abbinato a un'inedita stampa fiorata su seta oppure a un top fatto da innumerevoli petali color peonia arriva la sera: piccoli capolavori di equilibrio tra le trasparenze e il luccichio dei ricami di cristallo su un firmamento di velluto. Insomma assumersi il rischio del cambiamento non è da tutti, ma qualcuno lo doveva pur fare in questa sfiancante settimana di sfilate. Cambiare l'immagine di Missoni sarebbe una follia: il marchio fondato da Ottavio e Rosita Missoni negli anni Cinquanta è semplicemente perfetto. Eppure Angela Missoni ogni volta sperimenta qualcosa nella grande tradizione della maglia, del colore e dello zig zag. Stavolta propone perfino alcune uscite tinta unita con una leggera tramatura luccicante, quasi una pausa di riflessione prima di nuove esplosioni cromatiche. Molto cool come dicono gli americani lo styling: sciarpe e berretti da ragazzaccia con deliziose scarpine dal tacco glitterato. Arthur Arbesser è austriaco ma non solo per questo dedica la sua collezione a Vienna, crocevia di fermenti e culture, ma anche culla del Secessionismo e di quel teutonico splendore che ha caratterizzato molte sfilate milanesi del prossimo inverno. Anche lui usa tanto velluto ma giallo sole accostato all'oro nei capi da sera oppure azzurro a coste larghe per il cappotto tagliato a trench. Ben fatti i capi e un po' melanconica la stampa a foglie. Bellissima la sfilata di Lucio Vanotti, riassuntiva di tutte le tendenze di stagione (l'oversize, il maschile al femminile, la coperta buttata sulle spalle al posto del cappotto) ma con un punto di vista molto personale sulla sarabanda cromatica in cui siamo caduti da quando sulla scena della moda ha fatto irruzione Alessandro Michele di Gucci. Vanotti non si piega e continua saggiamente a proporre le sue tinte feticcio: mastice, blu, grigio e tabacco. Stavolta aggiunge piccoli tocchi di curry, paprica e lime, roba da Masterchef. Divini i pigiami del brand FRS che sta per For Restless Sleepers ma anche per Francesca Ruffini Stoppani, la moglie del patron di Moncler. La signora che è molto elegante e raffinata ama uscire in pigiama ma non sopporta la sciatteria. Per cui i suoi modelli sono piccoli capolavori sartoriali, leggermente imbottiti per non patire il freddo e perfino tagliati a smoking. Debutta con la collezione che porta il suo nome Rossella Jardini, la donna che per oltre 20 ha disegnato Moschino. Anche per lei i pigiami van dappertutto. Una moda che sa di cipria e letti sfatti.