La donna è volubile ma non riconosce i complimenti

M aria Elena Boschi è «volubile». Parola di Renato Brunetta. Si potrebbe dire, a questo punto, che il ministro delle Riforme, oltre a essere brava e anche molto bella, abbia proprio tutte le fortune: è una femmina all'ennesima potenza. Consacrata dall'arrabbiatura di un esponente dell'altro sesso, che è poi il momento di massima soddisfazione, quando la superiorità del genere (femminile) viene più inesorabilmente affermata. Brunetta ha osato dire che il ministro è «volubile, come tutte le donne». E molte donne, anche all'interno del suo stesso partito, inspiegabilmente si sono offese. Ma se le avesse detto, per dire: lei, ministro, è prevedibile, il ministro non avrebbe provato una fitta di fastidio? Quella sì che sarebbe stata una negazione della sua femminilità: le donne, è meravigliosamente vero, cambiano umore, anche nel giro di pochi secondi e anche sullo stesso argomento, è il loro potere e il loro fascino. Le donne sono imprevedibili, ed è ciò che le distingue dai maschi: che, si sa, messi di fronte a un pallone o a una ragazza avvenente, hanno praticamente tutti le stesse reazioni. Le donne no. Ministro Boschi, lei le rappresenta egregiamente. Anche se non ne aveva bisogno, e anche se magari non vorrà ammetterlo, sarà (giustamente) soddisfatta.