Quella del doping rischia di diventare una guerra mondiale

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C'è qualcosa che non soltanto non torna, ma che assume un profilo minaccioso. La Wada, ente internazionale dell'antidoping, ha prodotto un dossier in cui si elencano tutte le malefatte di cui sarebbero responsabili singoli atleti russi e le loro federazioni sportive. E questo è un fatto su cui già si discute e si discuterà. Saranno le prove a dimostrare se e quanto l'accusa sia sostenibile. Ma c'è un altro aspetto di questa notizia che a noi sembra incredibile, ingiusto e pericoloso sul piano politico. Ed è la richiesta preventiva di chiudere le porte delle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 agli atleti russi.

Qui non è questione di avere maggiore o minore simpatia per il Cremlino, ma di ragionare con la testa sul collo. Naturalmente la Wada e i suoi componenti diranno che le loro prove sono valide e che non vogliono mettere la Federazione russa in castigo dietro la lavagna. Ma un fatto è certo: la denuncia dell'antidoping contro la Russia intera si va a incastrare (...)

(...) in uno schema inquietante sul piano internazionale. Uno schema che si può sintetizzare così: umiliare e isolare la Russia comunque e in ogni occasione, che abbia ragione o che abbia torto. Ciò può accadere sia per volontà politica sia per casi come quello dell'accusa di doping universale, aggravato da episodi di furbizia - come un manuale che suggerisce come sfuggire alla provetta - e di bullismo (gli agenti speciali che fanno irruzione nel laboratorio chimico). Per quel poco che sappiamo, tutti gli atleti del mondo cercano di farla franca e di impasticcarsi per vincere. Poi c'è chi viene beccato e chi no. E questa è una cosa che riguarda il mondo dello sport e le sue magagne russe e non russe.

Ora, non che si debba essere innocentisti a tutti i costi. Ma preoccupati sì: isolare un Paese importante come la Russia, mettendolo in quarantena con sanzioni che danneggiano prima di tutto i Paesi come l'Italia che commerciano col Paese sanzionato, alimentare la tensione nell'Europa centrale e sull'oceano Atlantico con l'accusa alle navi russe di avere dei forbicioni per tagliare i cavi sottomarini delle comunicazioni via Internet, significa disegnare un atteggiamento ostile anche per il singolo cittadino russo. Inoltre la Russia è ancora sotto choc per l'aereo fatto esplodere in volo, probabilmente per mano dell'Isis, in cui sono morte più di duecento persone, un fatto gravissimo che non ha stimolato altra forma di solidarietà internazionale se non la sospensione di tutti i voli da e per Sharm.

Il deterioramento della situazione russa è stato fortemente promosso dal presidente statunitense Barack Obama, il quale è un Re Tentenna su tutti i fronti, Medio Oriente in testa, ma sembra affetto da una sindrome russofobica, che è tipica dei democratici americani. Trump e Ben Carson hanno tutt'altra elasticità sulla questione russa.

Non stiamo disegnando le forme di un grande complotto contro la Russia del dopo Guerra fredda, che ha i suoi torti e le sue ragioni. Ma ormai siamo arrivati al punto di temere, ragionevolmente, che una guerra di dimensioni incalcolabili stia per abbattersi di nuovo sull'umanità, magari per una serie di errori e avventatezze, pregiudizi e rigidità. Se l'Occidente, che ha un'etica pigra e ipocrita (guarda la questione degli immigrati in Europa) volesse far valere davvero i sacri principi morali, dovrebbe fare la voce grossa con la Cina sul fronte dei diritti umani, per le esecuzioni all'alba col colpo alla nuca, per le devastanti condizioni di porcilaie e allevamenti di polli che fanno da incubatrici dei virus delle influenze annuali. Ma la Cina possiede buona parte del debito americano, se la sua crescita cala la finanza mondiale impazzisce e quindi tutti stanno zitti e buoni. Che si dopino anche gli atleti cinesi? Hai visto mai. E comunque: a chi vuoi che importi...

L'Occidente della cui innata saggezza scriveva Bertrand Russell un secolo fa, farebbe bene a tornare saggio e non viscerale come nel caso di questa pazzesca richiesta di escludere gli atleti russi da una Olimpiade futura, per castigarli di un passato ancora sotto giudizio.