Però una dose di "maturità" gli farebbe bene

Con quello che guadagnerà da qui a fine carriera, potrebbe fare a meno anche della licenza elementare: tanto ne avrà abbastanza per campare bene, lui e i suoi discendenti fino alla settima generazione. Ma il punto non è questo: se le vicende contrattuali di Gigio Donnarumma hanno diviso l'opinione pubblica su un tema fondamentalmente legato alle sue prospettive di carriera calcistica, il rifiuto annunciato all'ultimo momento di fronte all'esame di maturità ha coinvolto inevitabilmente l'aspetto etico della sua popolarità.

L'alzata di spalle davanti alla maturità e la partenza per Ibiza con un jet privato, dopo aver discusso col Milan se dovrà percepire 5 oppure 6 milioni l'anno, è un fatto privato fino ad un certo punto. Se sei personaggio pubblico, se sei un campione dello sport strapagato e idolatrato, diventi inevitabilmente un punto di riferimento per tutti i ragazzi che ti seguono. Non solo per le parate ma anche per il comportamento nella vita.

E' vero che ci siamo innamorati anche di Best o di Maradona senza conoscere il loro titolo di studio e soprattutto il voto in condotta, ma ciò non toglie che si debba sempre chiedere un certo modo di comportarsi a chi vive sotto i riflettori. Ben inteso: nessuno impone a Gigio di passare l'esame di maturità con 100 e lode, ma almeno di presentarsi all'appuntamento come fanno quasi tutti i ragazzi della sua età. Magari non dormendo la notte, mentre lui poteva permettersi di addormentarsi contando non le pecorelle, ma i soldi.

L'esame di maturità è l'apice della crescita di un giovane, è la svolta nella nostra formazione come individui, è per tutti il test che inevitabilmente ricorrerà nei sogni e negli incubi della vita, senza stare a scomodare Freud. Invece quel rifiuto è suonato tanto come uno sgarbo, un chissenefrega che tutti gli altri suoi coetanei non possono permettersi.

Si dirà che per un calciatore professionista di quel livello, stritolato tra club e Nazionale, era impossibile trovare anche il tempo per studiare. Ma sappiamo anche che i club di un certo livello fanno di tutto per favorire la crescita scolastica dei loro giovani, così come la scuola viene loro incontro facilitando e pianificando in modo particolare, quasi personalizzato, lo svolgimento degli esami. Forse Donnarumma non sa che tra gli sportivi, di tutte le discipline, anche quelle più povere, ci sono sempre stati fior di laureati. Per restare nel suo ruolo e nella sua squadra chieda informazioni all'avvocato Ielpo, capace di laurearsi in Giurisprudenza pur giocando una dozzina d'anni tra serie A e serie B. Forse non avrà avuto Raiola come procuratore, ma qualcosa nella vita ha ottenuto anche lui.

Commenti

Garombo

Ven, 07/07/2017 - 11:34

Sono affari suoi quello che fa quel ragazzo, non potete addossargli responsabilità di esempio verso i ragazzini ma stiamo scherzando?