Due famiglie, un solo abbraccio Scola: giusta pena per il killer

Dolore ai funerali di Stato del giudice Ciampi e dell'avvocato Appiani Il monito del cardinale: «Vittime innocenti di uno sciagurato pluriomicida»

Intenso, lunghissimo. E composto. L'abbraccio che, allo scambio del segno della pace, dettato dalla liturgia ambrosiana, ha unito nella tristezza e nella spontaneità di quel gesto, il dolore di due famiglie, quella del giudice Ciampi e quella dell'avvocato Appiani. Il dolore che, davanti alla morte, non può avere due pesi e due misure differenti. Pesa allo stesso modo sul cuore. E non ferma le lacrime. È stato questo il momento più significativo, e più alto della celebrazione, ieri nel Duomo di Milano, dei funerali di Stato del giudice Fernando Ciampi, 71 anni e dell'avvocato Lorenzo Claris Appiani, 37 anni, due delle vittime della strage, compiuta da Claudio Giardiello, giovedì scorso a Palazzo di Giustizia.

Sulle due bare, trasportate nella cattedrale poco prima delle 16 e adagiate davanti all'altare, sono state appoggiate le toghe che i due uomini di legge, hanno spesso indossato in Tribunale a Milano. E, a fianco di quelle due bare, guardate con rispetto e commosso silenzio, da tutte personalità dello Stato, in prima fila il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Senato, Piero Grasso e la presidente della Camera, Laura Boldrini, si è schierato un picchetto d'onore di carabinieri in alta uniforme. «Una sconvolgente circostanza ci ha convocati in questo Duomo, in qualche modo come rappresentanti di tutti i milanesi e non solo. Il nostro cuore è ancora colmo di angoscia per l'orrore di tre brutali omicidi e di due ferimenti», ha detto aprendo la sua omelia il cardinale Angelo Scola che ha sottolineato come oggi si senta «il bisogno amicizia civica. Un compito che non riguarda solo le istituzioni, ma che, come ci insegnano, in addolorata dignità, i familiari delle vittime, deve cominciare dal profondo di ogni uomo e di ogni donna della nostra metropoli. Da queste morti - ha sottolineato l'arcivescovo di Milano - deve nascere una maggiore responsabilità di educazione civica, morale, religiosa, instancabilmente perseguita dalla famiglia, alla scuola fino alle istituzioni». Poi una riflessione sull'autore della strage per il quale Scola ha invocato «una giusta pena espiatoria» affrettandosi ad aggiungere che «le vittime innocenti di questo sciagurato pluriomicida - ci chiedono almeno di pregare perché Claudio Giardiello, prenda consapevolezza del terribile male che ha compiuto fino a chiederne perdono a Dio e agli uomini che ha così brutalmente colpito». Poco prima della celebrazione delle esequie, l'arcivescovo Angelo Scola si è soffermato, in un incontro privato durato una decina di minuti, nella cripta del Duomo, con il presidente Mattarella, e con i parenti più stretti dell'avvocato Lorenzo Claris Appiani e del giudice Fernando Ciampi. Un incontro, come è stato poi riferito ai giornalisti, «particolarmente carico di commozione, durante il quale tra abbracci e strette di mano, sono state pronunciate parole di cordoglio affettuose nei confronti dei genitori e della sorella del giovane avvocato e della moglie, del fratello e del figlio del magistrato».

All'uscita dei feretri, poco dopo le 17, centinaia di persone, fra cui anche molti turisti che si accalcavano dietro le transenne in piazza Duomo, hanno salutato con un lungo applauso le due bare. La sepoltura del giudice Fernando Ciampi è stata predisposta al cimitero Maggiore di Milano, mentre quella dell'avvocato Lorenzo Claris Appiani a Rio Marina, nell'isola d'Elba, dove il giovane avvocato era nato e a cui era particolarmente affezionato.

Nella mattinata di ieri, nel Duomo di Monza, sono stati invece celebrati, in forma strettamente privata, come voluto dai suoi familiari, i funerali del terzo uomo ucciso a palazzo di Giustizia da Giardiello, l'imprenditore Giorgio Erba, 59 anni, ex socio dell'omicida, che giovedì scorso si era spento in ospedale, dove era arrivato in condizioni disperate. Circa trecento persone hanno accompagnato la moglie dell'imprenditore ucciso, Rosaria Mollicone e suo figlio Riccardo. Tra questi anche il presidente del Senato Grasso, che ha precisato: «Sono qui per richiesta della famiglia come cittadino, per stare vicino alla famiglia».

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