Due terroristi hanno un nome Legati al jihadista di Westminster

Sono Khuram Butt e Rachid Redouane, a radicalizzarli fu l'imam anello di congiunzione con il killer che seminò la morte sul ponte

Scotland Yard ha reso noti i nomi di due dei tre attentatori di sabato notte: si tratta di Khuram Butt, 27 anni, figlio di immigrati pachistani, e residente nel quartiere londinese di Barking, e di Rachid Redouane, 30 anni, di origini libico-marocchine. Le tessere del puzzle si stanno incastrando poco alla volta, soprattutto dopo un video pubblicato da Channel 4 che mostra Khuram mentre srotola e poi sventola una bandiera dell'Isis a Regent's Park.

Si tratta del frammento di un documentario dal titolo «The Jihadis Next Door», realizzato dall'emittente il 19 gennaio del 2016. Nelle immagini si nota tra le altre cose la presenza di un imam di origini pakistane Abu Haleema, di professione autista di pullman, arrestato nel 2015, con l'accusa di simpatie nei confronti dell'Isis. Poche settimane dopo era stato rilasciato, ma le autorità gli avevano ritirato il passaporto. Haleema sarebbe tra le altre cose il punto di congiunzione tra l'attentato di Westminster (22 marzo) e quello al London Bridge. L'imam, fanno sapere fonti vicine ai servizi inglesi, avrebbe infatti fornito nozioni di integralismo a Khalid Masood, l'assassino a bordo della Hyundai Tucson grigia. Scotland Yard, che in un primo momento aveva deciso di non rivelare i nomi degli attentatori per evitare di inquinare le indagini, si è trovata costretta a cambiare rotta proprio dopo la messa in onda del video. Khuram tra l'altro era già stato segnalato alle autorità da un vicino di casa perché «stava cercando di fare il lavaggio del cervello ai miei due figli, corrompendoli con piccole somme di denaro e ricariche per il telefonino. Non era mentalmente stabile, soprattutto da quando aveva perso il padre». Le indagini proseguono a tutto campo. Si apprende che il terzo jihadista ucciso sarebbe stato in possesso di un carta d'identità irlandese, mentre in carcere rimangono dieci persone (4 sono donne). La polizia ieri mattina ha compiuto nuove perquisizioni in due appartamenti di una palazzina del quartiere di Dagenhan, nella zona est di Londra, e nuovamente a Barking. Gli inquilini dello stabile hanno raccontato ai cronisti di aver sentito una forte esplosione, seguita da colpi di arma da fuoco. Dal portone del condominio sarebbero uscite almeno tre persone in manette. Gli inquirenti sono anche al lavoro per l'identificazione delle vittime insieme al personale diplomatico francese, canadese e australiano. Al momento sono emersi i nomi di alcune delle sette vittime: una cittadina canadese, Chirstine Archibald, 30 anni, la prima a essere identificata, un francese, Alexandre, che lavorava al Boro Bistrot di 27 anni e James McMullan, 32 anni. All'appello mancano una giovane australiana, Sara Zelenak, due cittadini francesi, Xavier Thomas e Sebastien Belanger, e Socaine Dirz.

Commenti
Ritratto di bracco

bracco

Mar, 06/06/2017 - 09:28

Sono i prodotti che produce lo ius soli !

Ritratto di mbferno

mbferno

Mar, 06/06/2017 - 10:01

Sempre le stesse facce similcaproni.