E all'Aquila il centrodestra scardina l'era Cialente

L'Aquila Qui, città del terremoto, città dimenticata, gli elettori hanno votato contro il governo. L'Aquila dopo due mandati si prepara a mandare a casa il Pd delsindaco dem Massimo Cialente. L'erede di Cialente doveva essere il compagno di partito Amerigo Di Benedetto, che al primo turno aveva sfiorato la vittoria con il 47,7 per cento. Invece accade l'incredibile. Il sindaco sarà Pierluigi Biondi candidato di centrodestra, in quota Fratelli d'Italia, che aveva conquistato il ballottagio con un 35,84 per cento. Il secondo turno è quindi la storia di una rimonta, con la fatica di chi ha conquistato i voti giorno dopo giorno. Biondi vince con il 53,89 per cento, con Di Benedetto che si ferma al 46 per cento. L'ex sindaco Cialente mette sul banco degli imputati Renzi. La destra è riuscita a togliere al Pd una città-simbolo, dopo una campagna elettorale giocata sull'ironia, organizzando «confronti» con una sedia vuota, come risposta al rifiuto di un faccia a faccia opposto da Di Benedetto.