E anche Grillo lancia la sua vendetta «Protesta all'Ilva entro il 24 gennaio»

Ma tra i M5S è scontro sul candidato premier tra Di Maio, Di Battista e Fico

Domenico Di Sanzo

Roma Sarà Aventino. Il Movimento Cinque Stelle tornerà «fuori dal Parlamento». Il «governicchio Renziloni», come già lo definiscono i pentastellati, sarà un'occasione per scaldare le piazze e arrivare alle prossime elezioni politiche con il vento in poppa. Di Maio ironizza subito dopo l'annuncio dei ministri: «Squadra che perde non si cambia».

Il vento dell'antipolitica riprende a tirare. Ed ecco l'annuncio sul blog di Grillo, megafono dei megafoni: «Loro continuino con le loro consultazioni, con i loro riti tristi, triti e ritriti, con le loro sceneggiate. Continuino pure con la loro invasione di ultracorpi, noi compariremo in una piazza d'Italia e terremo lì una seduta parlamentare: sarà un Flash Mob per la Democrazia dove a parlare e ad essere ascoltati saranno i cittadini». La manifestazione ci sarà entro il 24 gennaio, giorno della decisione della Consulta sull'Italicum, «domani partirà il countdown», scrive Beppe Grillo. Il Movimento Cinque Stelle non ha partecipato alle consultazioni per la formazione del nuovo governo. E in mattinata, mentre i giornalisti aspettavano l'esito degli incontri, si rivede di nuovo la capogruppo alla Camera Giulia Grillo. L'emozionata protagonista del faccia a faccia con Mattarella ribadisce: «Non abbiamo partecipato alle consultazioni perché non riconosciamo la legittimità di questo Governo. I cittadini devono andare al voto». Solito refrain che, c'è da scommetterci, si farà sempre più incessante nei prossimi giorni. Quando c'è da alzare i toni non manca mai il virgolettato di Alessandro Di Battista, rinvigorito dalla vittoria in una campagna referendaria che lo aveva visto protagonista nelle piazze d'Italia, in sella al suo scooterone. Di Battista attacca su Facebook, evocando il sistema, riproponendo il «noi contro loro», mantra della comunicazione politica ed elettorale del Movimento Cinque Stelle: «Mentre il sistema fa il totonomi dei ministri, noi ci stiamo dedicando ai problemi dei cittadini producendo soluzioni». Resta però il fatto che il Movimento Cinque Stelle guarda già alle elezioni, pregusta la vittoria, ma non ha un candidato premier. Ci sono i «dioscuri» Di Maio e Di Battista, gemelli diversi sempre sull'orlo tra l'amicizia e la competizione. E c'è Roberto Fico, il custode della «democrazia orizzontale», il vate del Movimento delle origini. Però al momento nulla sembra muoversi su questo versante. Anzi i tre si muovono quasi in sincrono, tra ospitate televisive, interviste ai giornali e post sui social network. Mentre Di Maio litigava con Lucia Annunziata a In mezz'ora, Di Battista si faceva intervistare dal Die Welt e Fico risponde con un'intervista da pompiere sul Corriere della Sera, smorzando la «differenza di vedute» espressa da Di Maio il giorno prima. Il fondatore Beppe Grillo sta alla finestra, e rilancia sul blog le dichiarazioni di tutti i «nostri ragazzi» diventati aspiranti premier. Intanto resta il mistero sul luogo dove si svolgerà il Flash Mob: «Magari all'Ilva di Taranto», dice il deputato Carlo Sibilia.