E Fi fa fuoco sui ministri dei 5 Stelle «Impreparati»

Anna Maria Greco

Roma Grandi opere bloccate, Sud dimenticato, strategia poco chiara su Alitalia, voci discordanti sui migranti. Forza Italia impara a fare una difficile opposizione al governo metà amico e metà nemico, puntando sui problemi concreti.

Gli attacchi sono per gli esponenti 5Stelle, da Danilo Toninelli a Barbara Lezzi, mentre sulle iniziative della Lega prevale la condivisione. Alla vigilia dei ballottaggi il centrodestra rimane unito e anche per la riorganizzazione di Fi tutto è rimandato a dopo l'ultima tornata elettorale. Silvio Berlusconi dovrebbe essere oggi a Roma per lavorare al restyling. Vuol farlo anche per tacitare malumori tra i suoi, che aspettano da tempo segnali di novità e premono perchè vengano valorizzate facce nuove. Girano voci di azzurri pronti a traslocare nella Lega e il sottosegretario Giorgetti dice che sarebbero «molti di più» di una decina, ma loro rispettano «il vincolo di mandato».

In Friuli Venezia Giulia nasce un caso sulla coordinatrice Sandra Savino, che ha estromesso il presidente del Consiglio regionale, Ettore Romoli, scomparso 3 giorni fa, attirandosi dure critiche. La difende il segretario della conferenza dei coordinatori di FI Sestino Giacomoni, e precisa che «il piano di rinnovamento cui si sta lavorando niente ha a che vedere con le vicende locali, ma riguarda una naturale revisione dell'organizzazione del movimento per rispondere al mutamento del quadro politico».

Ieri, obiettivo degli azzurri era soprattutto il titolare delle Infrastrutture Toninelli. «Scolaro totalmente impreparato» su Tav, Terzo valico e grandi opere a Firenze, lo boccia il portavoce dei gruppi parlamentari azzurri, Giorgio Mulè, dopo il primo question time in cui «non è stato in grado neppure di balbettare qualcosa di men che fumoso». Il governatore ligure Giovanni Toti corregge il ministro sul Terzo Valico, realizzato «al 30%, appaltato oltre l'80% e che entro l'estate lo sarà al 100%». Per la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini, «su Tav e infrastrutture Toninelli conferma la linea oscurantista del governo».

Si fa sentire anche l'ala «sudista» degli azzurri, da sempre meno filoLega di quella del Nord. Nel mirino c'è il ministro grillino per il Sud, Lezzi. «Il Meridione - dice Francesco Paolo Sisto - non ha bisogno di pasionarie ma di investimenti, infrastrutture, occupazione». E Vincenza Labriola ricorda che il rilancio dell'economia nazionale «è legato alle capacità del governo di riscattare il Mezzogiorno».