E tra la folla trova dei nuovi ospiti per la tv

Il siparietto di Del Debbio con un imprenditore a cui chiede di intervenire a "Quinta Colonna"

nostro inviato a Marina di Pietrasanta (Lu)

Forgiato dall'allenamento nella palestra senza rete di Quinta Colonna , Paolo Del Debbio si muove come un pesce nel mare nell'arena di Controcorrente . Abituato in tv a ribaltare le gerarchie, a sfilare e abbattere piedistalli tradizionali e mettere al centro la gente comune, Del Debbio non ha certo problemi nel contatto diretto con il pubblico non mediato dalla telecamera. Gli spettatori percepiscono questa sua qualità e si relazionano a lui in maniera schietta e diretta, quasi come una continuazione in esterni del suo format.

Accade così che un imprenditore sulla cinquantina lo fermi per consegnargli un foglio in cui c'è la sua storia: il fisco gli ha inflitto una maxi sanzione, lui ha dovuto chiudere ma poi si è rivelato un errore. Il pressing della platea lo spinge verso una poltrona ambita: quella da sindaco di Milano. Ma c'è una donna che lo verrebbe candidato a Lucca, un'altra che lo interrompe semplicemente per chiedergli di «scendere in campo». Del Debbio è una star della televisione già percepita nell'immaginario come una sorta di «politico di fatto». Il motivo? «Dice le cose come stanno e usa un linguaggio che capiamo tutti», spiega uno spettatore.

Molti in platea immaginano per lui ruoli e incarichi alternativi. Lui scherza e si schermisce, indirizzando quasi una supplica ai suoi «aguzzini»: «Ma non potrei continuare a fare semplicemente il mio lavoro?». Dagli spalti un uomo gli chiede almeno una sorta di «incarico di consolazione»: «Diventa almeno coordinatore di Forza Italia».

La testa di Del Debbio ragiona sempre in termini molto televisivi. A un imprenditore che dimostra di avere la lingua pronta e affilata chiede di intervenire nella sua trasmissione. E già che c'è alla signora che gli è accanto rivolge qualche scherzosa galanteria. Anche perché, rivela, «in questo momento sono single». La sensazione di tutti è che la sua volata verso Palazzo Marino diventerà un inevitabile tormentone della stagione autunnale. Un tentativo dal basso di elevazione al soglio comunale che a occhio e croce non ne scalfirà troppo l'umore. Del Debbio, infatti, con la sua rotonda parlata toscana e i modi diretti, dimostra di saper stare al gioco e di poter incarnare al meglio il personaggio del contro-intellettuale capace di annullare le distanze, intercettare la frequenza dell'umore popolare e giocare con ironia e leggerezza sul ruolo dell'«uomo in bilico». Senza concessioni a soloni e critici schizzinosi. E con uno slogan pronto, quello del suo libro, sono Populista e me ne vanto.

Commenti
Ritratto di Giano

Giano

Sab, 12/09/2015 - 11:37

Attento Del Debbio, un conto è guardare il palazzo da fuori e denunciare i problemi, l'inefficienza e l'incapacità della politica; altro è stare dentro il palazzo e dover amministrare. Sono in molti a sbatterci il muso; prima sbraitano e contestano, poi, quando tocca a loro, si rendono conto che esistono difficoltà impreviste (alcune insormontabili perché connaturate al sistema) e non sempre si può fare ciò che si vorrebbe o che si è promesso. Di esempi ne abbiamo a volontà, da Pisapia a Marino. Ma l'esempio più evidente è lo stesso Berlusconi il quale, sia per l'opposizione politica e sindacale, sia per "tradimenti" e intralci interni alla sua stessa coalizione, sia per attacchi concentrici di stampa e magistratura, sia per la forte resistenza al cambiamento di chi difende privilegi ed ha interesse a mantenere lo status quo, non è mai riuscito ad attuare ciò che avrebbe voluto.