E Giardiello piange pure: «Io, vittima di ingiustizie»

Il killer dal gip: dirò quel che mi hanno fatto Ma per il giudice si è accanito sui suoi bersagli

Sapeva quello che stava facendo. Ha ucciso accanendosi per portare a termine il suo piano di vendetta. Questo il ritratto di Claudio Giardiello emerso dalle riflessioni del gip di Monza Patrizia Galucci e che si è tradotto nelle parole contenute nell'ordinanza di custodia cautelare per il 57enne immobiliarista, responsabile della mattanza al tribunale di Milano e che ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio in carcere a Monza.

Secondo gli inquirenti Giardiello, lo scorso giovedì mattina, si è seduto in fondo all'aula per avere una migliore prospettiva e poter scappare, mettendo in atto un piano che il gip racconta come «portato a termine con pervicacia non consueta». Dalla testimonianza agli atti di un testimone oculare, Giardiello ha sparato numerosi colpi, uccidendo in aula prima il coimputato Giorgio Erba e il testimone avvocato Claris Appiani e poi è sceso al secondo piano andando dritto nell'ufficio del giudice fallimentare Ferdinando Ciampi, raggiunto da un colpo alla gola. Racconta il testimone «ho sentito almeno altri due o tre spari in rapida successione e ho intravisto un uomo, penso fosse Giardiello. Aveva il braccio armato da pistola e lo ha proteso in direzione del pm e del testimone. Forse ho sentito altri colpi, e ho visto questa persona uscire dalla porta a fianco del pubblico ministero».

Ieri mattina il gip Patrizia Gallucci e il pm Franca Macchia sono arrivate in carcere a Monza verso le 10, subito dopo raggiunte dall'avvocato Nadia Savoca, difensore di fiducia di Giardiello. Il malore di cui il 57enne era rimasto vittima poco prima del primo interrogatorio sabato mattina, aveva sospeso il confronto con i magistrati. Visitato, per i medici, Giardiello aveva avuto un malore temporaneo non di origine patologica. Ieri mattina quindi, prima del secondo tentativo di interrogatorio, su richiesta del pm lo psichiatra del carcere lo ha valutato e dichiarato «totalmente capace» di sostenere l'interrogatorio. Nel corso della mattinata è emerso che in passato Giardiello aveva assunto cocaina e anche psicofarmaci, a causa di una depressione (mai diagnosticata) presumibilmente legata alle sue disavventure professionali. Il gip ha quindi rigettato la richiesta del suo legale di sottoporlo a perizia psichiatrica. Nel faccia a faccia con pm e giudice, Giardiello ha dichiarato: «Che volete che vi dica, se mi hanno visto... È troppo lunga da spiegare, ma poi racconterò delle ingiustizie che ho subito». Subito dopo si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il gip ha poi predisposto il passaggio del fascicolo a Brescia, divenuta competente sul proseguo dell'inchiesta. Il gip ha motivato l'esigenza della custodia cautelare in carcere di Giardiello definendolo socialmente pericoloso. All'attivo il 57enne ha una condanna per violazione delle norme sull'immigrazione (pare abbia fatto lavorare in nero degli operai extracomunitari) e un'altra di primo grado per molestie.

Mercoledì a Monza si celebreranno i funerali di Giorgio Erba, suo socio e coimputato, la sua famiglia ha preferito una cerimonia privata ai funerali di Stato che invece verranno celebrati per il giudice e l'avvocato.