E i bed&breakfast (spesso abusivi) invadono le calli

Venezia Il problema a Venezia non è solo quello del boom di affitti a stranieri, turisti, studenti fuori porta o gente che deve dividere una stanza magari per motivi di lavoro. Il problema è anche l'enorme dilagare dei b&b, i bed and breakfast. I privati che possiedono un appartamento finiscono con il diventare affittacamere per tutti i turisti del mondo. E nelle calli veneziane proliferano di cartelli che indicano: B&B, locande, alloggi, room e stanze ovunque.

Sempre di più sono i privati che sposano questa scelta. Perfino dove ci sono famiglie che abitano in quella casa da tempo e che sono costrette ad andarsene perché il proprietario ha deciso di guadagnare di più. Come è successo a una famiglia veneziana finita l'altro giorno sugli schermi televisivi proprio per denunciare questo sfratto causa turismo. In molti casi gli sfrattati sono italiani. Di solito veneziani doc.

Un fenomeno questo che sta svuotando anche gli alberghi. Sempre più persone decidono di alloggiare nei b&b o negli appartamenti perché ovviamente, anche se tanto, costano comunque meno di un stanza d'albergo. Ma ai proprietari fruttano di più. L'anno scorso Venezia venne soprannominata «regina» dei bed and breakfast. Un documento emesso dalla Giunta regionale dava la graduatoria dei primi 20 comuni del Veneto per presenze turistiche in queste strutture. E Venezia occupava il primo posto. Quest'anno però, a maggio scorso, la Guardia di Finanza e gli agenti della Polizia Locale lagunare hanno smascherato l'affare dei b&b abusivi, un centinaio di strutture turistiche in nero, individuate come operatori non autorizzati e sconosciute al fisco. Un'indagine partita ancora nel 2015 con oltre 1200 soggetti controllati e ricavi non dichiarati per circa 2 milioni di euro. Oltre ai mancati versamenti dell'imposta di soggiorno. Le sanzioni amministrative per non aver comunicato la locazione turistica, in molti casi, sono state pari a circa 60.000 euro.

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