E Matteo continua a riempire di soldi la Ue

Versiamo ogni anno 16 miliardi di euro all'Unione europea. Teniamo a mente questa cifra e spostiamoci a Bruxelles. Giovedì 22 aprile. C'è un altro numero ben più pesante che si è abbattuto sui 28 Paesi radunati sotto la bandiera azzurra con dodici stelle: 850, come i morti affondati nel mare davanti alla Libia, mentre puntavano a trovare un nido in qualunque sia di questi Stati.

I 28 capi di Stato e di governo sono stati convocati per un Consiglio europeo straordinario dopo giusta insistenza di Matteo Renzi per conto dell'Italia. I commissari votati da cinquecento milioni di europei si siedono con aria pensosa ad accogliere i responsabili delle Nazioni. Andiamo al finale. Dopo questa riunione drammatica in cui gli statisti della potenza economica più grande del mondo spendono parole austere di solidarietà e molto intense di carità, decidono: non raddoppiamo gli investimenti nella missione Triton, no, li triplichiamo! Hurrà ! Cioè la spesa passa da 3 milioni al mese a 9. Poco più di cento milioni l'anno in 28, una media pro-bandiera di 3,857 milioni di euro, lo stipendio circa di un Fabio Fazio. I 28 alti papaveri hanno speso forse di più in aerei di Stato, costi delle delegazioni, degli interpreti e della carta, di quanto alla fine hanno lasciato nel piattino per questa missione dove gli unici che si sbattono sono Italia e Malta perché la gente gli muore davanti.

Possiamo dirlo? Matteo Renzi ha sbagliato tutto. Aveva una possibilità, e non è semplicemente una ipotesi poetica, ma una mossa autorizzata anzi richiesta con voto formale del Parlamento. Aveva ottenuto il mandato per rovesciare la tovaglia e sbattere a terra i portaceneri di pesante cristallo di Boemia, anzi no, non ci sono più, li hanno ritirati perché è vietatissimo fumare, fa male ai polmoni, anche se un po' meno dell'acqua salata mentre si annega. Non lo ha fatto. Perché? Boh. Inspiegabile.

Flash back . Mercoledì 22 aprile, alla Camera, di mattino presto, Renzi mette via in fretta le frasi del dolore, e passa alla politica. Dice più o meno che spezzerà le reni ai burocrati e all'egoismo del Nord. Per volontà di Forza Italia si è stabilito di accompagnare il nostro premier in Europa circondato non soltanto dalla sua maggioranza, ma anche dal consenso della più grande componente italiana del Partito popolare europeo.

La Camera impegna, su proposta di Forza Italia, il presidente del Consiglio a fare di tutto, proprio di tutto per coinvolgere a pari titolo ogni Paese, distribuendo spese e sforzi di accoglienza, impiantando campi in Libia per accogliere e sostentare chi è arrivato là. Ma anche per combattere gli scafisti nel modo che sarà compito di strateghi smaliziati studiare, ma di certo dando un colpo al traffico criminale. Infatti quello che è in corso è un «crimine contro l'umanità» che non tollera mezze porzioni di contrasto. Soccorrere, fermare, combattere, prevenire.

Ed ecco il punto clamoroso. Renzi valuti di «ricorrere anche ad altri strumenti di intervento, quali la sottrazione del costo, che sosteniamo per far fronte ad un'emergenza che è di tutta l'Europa, dal contributo che ogni anno il nostro Paese versa all'Unione europea».

La formula è dolce, la sostanza durissima e gravissima. È una moratoria dei versamenti. Corrisponde a quanto chiesto in prima pagina sul Giornale di domenica 19 aprile da Renato Brunetta con formula più perentoria e diretta: «Sottraiamo dal contributo che ogni anno versiamo a Bruxelles, pari a poco meno di 16 miliardi di euro, il costo che sosteniamo per far fronte ad un'emergenza che è di tutta l'Europa».

Renzi non l'ha detto e men che meno fatto. E ha ragione Ernesto Galli della Loggia a immaginare quel che avrebbe dovuto dire e Renzi non ha detto ai pusillanimi e micragnosi capi europei: «...alle prossime scadenze l'Italia si vedrà costretta con molto rammarico a sospendere qualsiasi tipo di finanziamento, anche quello ordinario, all'Unione e alle sue attività».

Con tutto il rispetto, caro professor Galli della Loggia, benvenuto nel nostro club. Ma non siamo gelosi, prenditi pure il copyright , caro Corriere , importante è che adesso Renzi agisca. Ci vogliono miliardi di euro, noi ne spendiamo circa uno all'anno, e non risolve niente. E questi buttano le noccioline, e Renzi si dichiara contento. Robe da chiodi.