E Milano passa dal biscione al dragone

di Giannino della Frattina

Da ieri il Milan è dei cinesi. L'Inter lo è già, dopo essere stata (senza in verità molto profitto) del magnate indonesiano Erick Thohir. Già virale quell'urlo «Fozza Inda» lanciato da Zhang Jindong, il numero uno del colosso cinese Suning diventato nuovo socio di maggioranza dei nerazzurri nell'intervista a Inter Channel. Speriamo che i nuovi padroni rossoneri sappiano far meglio.

Il resto è Milano che si interroga su questa rivoluzione che ai Moratti, Pellegrini e Fraizzoli da una sponda e Rizzoli, Carraro e Berlusconi dall'altra, vede ora succedere imprenditori i cui nomi si declinano con incomprensibili ideogrammi, ma carichi di sogni e di soldi (si spera), tanto che un accorto Berlusconi si è premurato di mettere nero su bianco l'impegno a mettere 350 milioni di euro nei prossimi anni agli investitori tra i quali c'è addirittura il governo cinese. Perché alla fine quello che vuole il vero tifoso è solo una squadra che vinca. Magari anche con un rigore che non c'era e a tempo scaduto. O quantomeno di competere con altre corazzate d'Europa dove vagonate di denaro sono già arrivate con i petrodollari. Perché nessuno si chiede cosa ci sia dietro i gol di Manchester City e del Paris Saint-Germain o nel miracolo del Leicester City di Ranieri e del big thailandese Vichai Srivaddhanaprabha.

I tifosi vogliono vincere e basta. Quel che conta è la maglia e la coppa da alzare. Il resto sono nostalgie che rischiano di avere poco spazio in un mondo dove è ormai chiaro che anche solo per poter competere ci vogliono smisurate quantità di denaro. Non c'è dubbio che un'epoca si sia chiusa e che anche una potenza economica come Milano non abbia i mezzi per cavarsela da sola. Certo di questi nababbi andrà casomai vagliata la competenza. I tifosi, i milanesi e ci si augura anche i giocatori continueranno metterci il cuore, loro gli investimenti, il marketing, i rapporti con le banche, i piani finanziari e i debiti da ripianare. Ofelè fa el to mesté, pasticcere fai il tuo mestiere: il tifoso metta da parte la nostalgia autarchica, Milano dopo l'Expo diventi sempre più internazionale. E i cinesi facciano vincere di nuovo Milan e Inter.