E mr Chili chiama per congratularsi

Il neo sindaco racconta la telefonata: "Una lezione di stile molto milanese"

Milano - Beppe Sala (come al primo turno) ha scandito su Facebook il countdown del voto. «Ancora 10 ore», poi «ancora 5». Ultimo appello ai milanesi a non disertare le urne. Ma è diventato sindaco con il 51,5% dei voti, un milanese su due non si è espresso e lo scarto tra lui e lo sfidante del centrodestra Stefano Parisi è di circa 17mila schede. Il Pd nazionale parla subito di «vittoria chiara e forte». Non è un exploit. Anche Beppe Sala al comitato elettorale in via Plinio a spoglio finito intorno a mezzanotte e trenta ha riconosciuto che «anche Parisi ha fatto un grande risultato, mi ha appena chiamato. Abbiamo dato una lezione di un modo di comportarsi milanese che male non fa. C'è molta gioia e ancora più senso di responsabilità. Faremo uno sforzo perché ogni singola promessa diventi realtà. Da domani (oggi, ndr.) pianificheremo ogni punto del programma. Mai come in questo caso ho capito quanto sono importanti gli altri, sono stato alla testa ma ha vinto una squadra». Mi sento «portatore di una speranza a Milano. Il risultato non era scontato» ha ribadito. Delusione ma ancora orgoglio per il risultato al comitato Parisi. «Vogliamo essere un'opposizione che costruisce il futuro di Milano» le sue parole «cambieremo profondamente a politica in Italia».

I due manager hanno votato ieri allo stesso seggio, lo storico liceo Parini di via Goito, in zona Brera. Il manager renziano è arrivato per primo, intorno alle 10,30 accompagnato dalla moglie Dorothy de Rubeis, avvocato specializzato in diritto tributario e finanziario. Giacca blu e camicia bianca, senza cravatta, Sala non si è trattenuto come la volta precedente a parlare con i giornalisti (era stato «bacchettato» da Parisi per aver rotto il silenzio elettorale), «sono tranquillo» si è limitato a rispondere e si è infilato dritto nel portone di casa, di fronte al liceo. Stefano Parisi ha raggiunto il seggio un'ora e mezza più tardi, accompagnato dalla moglie israeliana Anita Friedman, sempre al suo fianco durante la campagna elettorale, e dalla figlia più giovane Camilla. Al primo turno aveva allentato la tensione con una sessantina di chilometri in bicicletta fuori Milano, questa volta il fondatore di Chili Tv prima del voto è andato a correre al Parco Sempione («Ho fatto 80 chilometri, sarà anche il mio risultato elettorale» ha esagerato apposta con chi gli chiedeva dettagli della performance sportiva). Polo e pantaloni blu e scarpe da ginnastica come il 5 giugno il candidato, e anche la moglie per scaramanzia ha scelto la stessa camicia con i colori della bandiera israeliana che aveva indossato alla corteo del 25 Aprile al suo fianco e al primo turno. Scaramanzia. È arrivato con loro ma ha votato in una sezione diversa (si sono ritrovati all'uscita per andare a sedersi in un locale vicino) Franco Debenedetti, ex senatore Ds e fratello (nonostante il cognome diverso) dell'editore del Gruppo L'Espresso Carlo De Benedetti.

Gli sfidanti hanno trascorso la giornata in relax prima di raggiungere i rispettivi quartier generali. Sala è passato alla festa di Radio Popolare e in tarda serata si è radunato con il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, il ministro Maurizio Martina e i militanti in via Plinio, Parisi con i supporter ed ex candidati all'hotel Marriott di via Washington.