E oggi tocca a New York

RomaPrima o poi sarebbe successo. Si potrebbe quasi dire che è stata una «visita premio» per il nostro primo ministro quella che ieri ha fatto al quartier generale di Twitter a San Francisco. Una delle tappe meno «istituzionali» e meno «politiche» del viaggio di Renzi negli States, è sicuramente uno dei momenti più importanti per l'uomo e il politico che proprio dalla ribalta di Twitter ha iniziato il suo breve (ma incisivo) viaggio di rottamazione. La visita al quartier generale del celebre social network è arrivata all'indomani della cena di gala in suo onore alla Stanford University, l'ateneo - per intenderci - in cima a tutte le classifiche di qualità e di merito per la preparazione universitaria. Una cena, cui hanno partecipato non solo eminenti protagonisti del mondo di Silicon Valley e della New Economy ma anche stelle di primo piano del mondo politico americano come Condoleezza Rice, già Segretario di Stato ai tempi di Bush jr, e George Shultz, che lo stesso ruolo ha rivestito nel gabinetto di Reagan. Scortato dalla moglie Agnese e dal console Mauro Battocchi, nel corso della cena Renzi ha promesso ad alcuni dei protagonisti della Silicon Valley di voler cambiare l'Italia: «ci sono resistenze - ha ammesso - ma l'Italia vuole aprirsi non chiudersi». Fra i 36 invitati alla cena offerta da John Hennessy, il presidente della Stanford University anche Luca Maestri, il nuovo direttore finanziario della Apple Computer, che ha responsabilità di gestione per una liquidità di oltre 100 miliardi di dollari, Diego Piacentini, il capo dell'internazionale di Amazon.com, o vecchie stelle come Mario Mazzola della Cisco System. Ieri, parlando davanti a 150 rappresentanti italiani delle cosiddette start up che stanno facendo vivere alla Silicon Valley una nuova primavera economica, Renzi ha affrontato anche il problema dei «cervelli in fuga». «Non vi chiedo di tornare a casa, ma di andare avanti e di cambiare il mondo con le vostre idee. Noi cercheremo di cambiare l'Italia». Lo ha detto in visita allo Yachting Club di San Francisco. Visita trasmessa in diretta da RaiNews24 . «Il programma di riforme dell'Italia non vi riguarda, ma se volete darci una mano, vi dico grazie». Sapendo poi di avere di fronte una platea sensibile agli azzardi della tecnologia, il premier ha poi esternato un suo sogno: «Vorrei cambiare la pubblica amministrazione usando l'Ict (l' information technology ) per cancellare la parola certificato e avere un'amministrazione come un nuvola (il modello degli archivi immateriali e diffusi, ndr ), cambiando così il rapporto tra cittadini e burocrazia». La parentesi californiana è durata soltanto 36 ore (molto intense). È dal 1982 che un premier italiano (in quel caso era Giovanni Spadolini) non andava in visita in California. Ed è stata, quella di Renzi, la prima visita ufficiale di un presidente del Consiglio alla Silicon Valley.

Da oggi (a New York) gli incontri istituzionali con il meeting all'Onu sul tema del clima e quello con Bill e Hillary Clinton.