E ora trema Londra: «I jihadisti pianificano 10 attacchi simultanei»

Specialisti di guerra nucleare e chimica riuniti in una caserma e pronti a fronteggiare una «bomba sporca»

Mentre il giornalista britannico John Cantlie viene usato dall'Isis - che lo tiene in ostaggio da oltre tre anni - per ridicolizzare in un video la campagna militare contro i jihadisti in Irak, il Regno Unito si prepara a uno scenario da incubo in casa. Peggio che a Parigi, è proprio nella capitale inglese che potrebbe concretizzarsi la possibilità di un'azione simultanea per seminare panico e morte non con due o tre attentati in contemporanea, come le cronache ci hanno già tristemente abituato, ma con attacchi realizzati nello stesso momento fino a un numero sorprendente, addirittura dieci, in modo da poter rendere molto più difficili anche i soccorsi e da poter mandare in tilt l'intera metropoli.L'ennesimo allarme rosso per la capitale britannica rimbalza sulle colonne del Sunday Times, a pochi giorni dal monito pubblico lanciato dal capo dell'antiterrorismo di Scotland Yard, Mark Rowley, sul rischio di attacchi «enormi e spettacolari» e dopo le parole del presidente francese François Hollande, che all'indomani della cattura a Bruxelles di Salah Abdeslam ha detto: «Vinceremo la guerra» contro il terrorismo ma la «minaccia resta molto elevata» perché «le cellule jihadiste si organizzano in tutta l'Europa per perpetrare nuovi attacchi»:Stavolta a evocare la minaccia è una fonte anonima del governo di Sua Maestà. La polizia e le forze speciali, informa questa gola profonda, sono allertate ormai in permanenza. E la soglia della paura va oltre quanto si fosse immaginato in passato. «Noi eravamo pronti a tre attacchi simultanei, ma Parigi ci ha mostrato che dobbiamo prevederne anche di più, a reagire se qualcuno provasse a pianificarne sette, otto, nove o anche 10» in rapida successione, avverte la fonte, proiettando l'immagine di una micidiale azione di guerriglia multipla in riva al Tamigi, contro obiettivi vari e in zone diverse di una metropoli tentacolare. Il timore è legato in particolare al ritorno di jihadisti britannici unitisi all'Isis in Siria. Di qui lo stato di allerta costante per le forze dell'ordine e le unità di commando delle Sas, mentre alcuni reparti dell'esercito sono «in stand-by» in basi fuori Londra. Non solo: artificieri e specialisti della guerra nucleare, chimica e batteriologica dell'esercito sono stati mobilitati e concentrati in una caserma a Didcot, nell'Oxfordshire, per rispondere agli effetti di un'ipotetica «bomba sporca». Il timore è che a causa della difficile situazione in Medio Oriente, molti foreign fighter siano pronti e a rientrare e non per consegnarsi alla giustizia. Rowley, numero uno dell'antiterrorismo britannico, vi ha fatto riferimento in termini espliciti un paio di settimane fa, focalizzandosi soprattutto sulla «minaccia interna» e ammonendo a tenere alta la guardia. L'Isis, ha avvertito l'alto funzionario, punta a compiere un salto di qualità, a colpire al cuore «lo stile di vita» della popolazione occidentale.