E ora tutti bocciano il Burka-Rai

RomaIl Burka-Rai non piace a nessuno. Sulla richiesta del presidente dell'Ucoii, l'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia, Izzeddin Elzir, di un maggior numero di giornalisti e conduttori musulmani sulla tv di Stato, «perché sentiamo sempre che qualcuno parla dell'islam, ma mai un musulmano, italiano, che parla dell'islam», la sinistra tace mentre l'area moderata di governo o di opposizione si scandalizza. «No alla Rai con il velo - taglia corto Daniela Santanchè, deputata di Forza Italia -. Lo dico chiaramente e sgomberando il campo da possibili interpretazioni: dobbiamo difendere la nostra cultura, di cui la Rai è una delle espressioni più alte. Non possiamo lasciare spazio a chi vuole islamizzare anche la nostra televisione».

Naturalmente la Lega ha posizioni assai accese in materia, esposte senza mezzi termini da uno sei suoi esponenti più coloriti, l'europarlamentare Gianluca Buonanno: «Se qualcuno, come il presidente dell'Unione delle comunità islamiche d'Italia, pensa di fare della Rai un'appendice dell'islam se lo levi dalla testa: che razza di idea è quella di far indossare il velo a una giornalista che conduce il telegiornale? Magari il prossimo passo sarà quello di farle leggere le notizie in arabo? Dobbiamo difendere la nostra Italia e i nostri valori da queste proposte assurde, che hanno solo l'obiettivo di distruggere la nostra civiltà».

Ma anche dall'Udc, partito che con l'Ncd nella sigla Alleanza Popolare contribuisce alle fortune (si fa per dire) del governo, arrivano reazioni allarmate. «Una giornalista Rai con il velo alla conduzione del telegiornale non è sicuramente la strada migliore per affermare il valore della multireligiosità nel nostro Paese - dice il vicesegretario vicerio Antonio De Poli -. In tal senso reputo la proposta del presidente dell'Ucoii altamente fuorviante: il paradosso che rischiamo è quello di privilegiare una religione a discapito della nostra cristianità e dei nostri valori, che abbiamo il dovere di tutelare». E il segretario Lorenzo Cesa va oltre: «Considero scioccante la proposta giunta dall'Ucoii che vorrebbe una giornalista velata a condurre un tg Rai col fine di aprire chissà quale processo sensibilizzatore in un momento in cui la natura pacifica dell'islam è, per via dei tragici episodi attribuiti alla violenza dello Stato Islamico, posta in discussione dalla comunità internazionale e dallo stesso mondo arabo». Condanna anche dal presidente della commissione Esteri della Camera Fabrizio Cicchitto (Ncd): «Il rispetto reciproco che deve esistere tra tutte le religioni non può passare per atti che mirano a imporre, di fatto, una determinata visione. Credo, al contrario, che la Rai, espressione di un servizio pubblico, deve garantire indipendenza e pluralità anche sul fronte della libertà di religione: un velo in video non andrebbe sicuramente in questa direzione».