E sulla prescrizione la maggioranza si spacca

RomaArriva l'ok in commissione Giustizia della Camera per il testo che ridisegna la prescrizione, allungandone i tempi. Ora la nuova disciplina sbarcherà in aula a Montecitorio per la discussione generale, ma già ieri la maggioranza si è spaccata, con Area popolare che ha deciso di dare parere contrario al mandato dei relatori, mentre Sel ha votato a favore insieme al Pd. «Il nostro gruppo non condivide al cento per cento il provvedimento», ha spiegato il capogruppo di Ap Nunzia De Girolamo: «Non possiamo introdurre norme che violino i principi cardini della Costituzione impedendo al cittadino innocente di potersi difendere adeguatamente in tempi ragionevoli».

Esultano invece i dem, con la presidente della commissione, Donatella Ferranti, che ricorda come «dopo dieci anni, finalmente mandiamo in archivio la ex Cirielli, una legge perniciosa che, dimezzando i tempi di prescrizione, ha creato sacche di impunità», e definisce la nuova disciplina «un buon punto di incontro tra pretesa all'oblio, pretesa punitiva, diritti delle vittime e garanzie dell'imputato». Relatori della controversa riforma, contestata anche dai penalisti che hanno annunciato un'agitazione, sono stati Sofia Amoddio del Pd e Stefano Dambruoso di Scelta civica. La nuova disciplina allunga i tempi di prescrizione per la corruzione e per i reati contro i minori, prevedendo inoltre una serie di «sospensioni» che dilatano ulteriormente i tempi.

Nel dettaglio, per quanto riguarda i reati di corruzione, il testo approvato ieri in commissione Giustizia allunga la prescrizione del 50 per cento, portandola a 12 anni contro i circa otto previsti oggi. Il conteggio viene invece «differito» per i delitti commessi con l'abuso di minori. In caso di stalking, pornografia, prostituzione e violenza contro minorenni, infatti, la prescrizione comincerà solo dopo che la vittima del reato ha compiuto il 14esimo anno.

Il nuovo testo prevede poi una serie di sospensioni della prescrizione, che si congela per ben due anni in seguito a una sentenza di condanna in primo grado e per un anno se la condanna viene confermata in appello (nessun «congelamento» dei tempi, invece, in caso di assoluzione). Prevista la sospensione della prescrizione anche in caso di rogatorie all'estero (stop per sei mesi), per le perizie «complesse» e per le istanze di ricusazione (per tre mesi).