E il suo assessore urlava: «Roma m...»

RomaSindaco di Genova, assessore di Moncalieri. Il nuovo assetto del Comune di Roma sembra uno spot alla mobilità. Gli inconvenienti fanno parte del pacchetto. Prendiamo l'assessore ai trasporti, il gaffeur Stefano Esposito. Ieri in una divertente intervista alla Zanzara su Radio 24 ha detto di sentirsi sempre uno juventino antiromanista. E in allegria senza troppo pensare è sceso nei particolari. Esposito è quello che un mese fa si è giocato in via definitiva l'amicizia (non solo quella su Faceboo k) con gli autisti Atac. Sostenne che sarebbe andato in incognito nelle stazioni metro. «Se li becco a fare ancora scioperi bianchi li licenzio tutti!», promise il pugnace. Poi non se ne fece più nulla, naturalmente. E ora l'assessore di Moncalieri racconta di aver partecipato agli scontri con i tifosi giallorossi, giorni di botte e di sfottò con i nemici di Roma. Il già bassotto indice di gradimento metropolitano vacilla. Racconta: «Allo stadio ho cantato tante volte e il coro faceva così: “E... Roma merda, Roma, Roma merda...”. In passato Esposito ha provato a menare le mani, lui che non è certo un colosso. «Diciamo che ci ho provato in qualche rissa. Però non ha mai tirato sassi». E per fortuna. I complimenti, invece, Esposito li riserva a Francesco Totti, un uomo solo al comando e in panchina. «Lui sì che mi sta simpatico, è nato nella Roma e finirà nella Roma. Noi invece il nostro Del Piero l'abbiamo mandato via». Basterà a placare l'ira dei romanisti già sul piede di guerra? E basterà anche ad evitare imbarazzi nei confronti di James Pallotta, con cui il sindaco Marino è in ottimi rapporti per la questione stadio?

L'assessore Esposito fa della sincerità un vessillo. Sempre alla Zanzara confessa candidamante di non conoscere il percorso del 64. Stiamo parlando dell'autobus simbolo della capitale, quello verde che una volta era a due piani, quello che va da Termini a San Pietro. Quello degli scippi e dei turisti. «No, non so dove va il 64. Io ho in mente il 106, il 64 non so». E sul numero dei taxi della Capitale ha ammesso di non esserne a conoscenza: «Non ne ho idea – ha risposto l'esponente Pd ai conduttori - So solo che ce ne vorrebbero di più, sono newyorkese». Su Twitter è già polemica. Il primo ad affondare il colpo è stato Antonello Aurigemma, capogruppo di Forza Italia in Regione ed ex assessore alla mobilità della giunta Alemanno. «Aridate le matite ai romani».