Ecco cosa prevede l'Italicum 2.0

Ballottaggio, capolista bloccato e alternanza di genere. Questi i punti nodali della nuova legge eletorale

Manca solo il voto alla Camera e poi l’Italicum 2.0 sarà legge. Ammesso che non vi siano ulteriori modifiche e un nuovo passaggio al Senato, la prossima legge elettorale sarà un inedito per il nostro Paese. Per la prima volta, infatti, si introduce il ballottaggio che è già in vigore per le elezioni amministrative. Se la lista più votata raggiunge al primo turno il 40% ottiene un premio di maggioranza pari al 55% dei seggi (ovvero 340 su 630), mentre in caso contrario le due liste che hanno preso più voti vanno al ballottaggio. I restanti 290 seggi vengono suddivisi tra tutte le liste che hanno superato la soglia del 3%.

Allo stato attuale il nodo più controverso è quello delle preferenze. La sentenza della Corte Costituzionale che, di fatto, ha abrogato il Porcellum, non prevede l’eliminazione totale del voto di preferenza ma impone che i candidati nelle singole circoscrizioni siano ben riconoscibili. Il compromesso trovato da Matteo Renzi prevede cento collegi in cui vengano eletti 6-7 candidati eletti con le preferenze e un capolista bloccato scelto dai partiti. Sono possibili le candidature multiple di uno stesso candidato fino a un massimo di dieci collegi e per la prima volta viene introdotto l’obbligo per l’elettore della doppia preferenza di genere. I partiti, dal canto loro, hanno invece l’obbligo di comporre le loro liste in base all’alternanza uomo-donna. L’Italicum 2.0, in ogni caso, non entrerà in vigore prima del primo luglio 2016, data per la quale presumibilmente si sarà già approvata la fine del Senato elettivo. Il percorso di riforme del governo Renzi, prevede che sia la sola Camera dei deputati a votare la fiducia al governo.

Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Lun, 30/03/2015 - 21:19

A forza di discutere e cercare di trovare un accordo unanime su come far votare, pardon fregare il voto, il cittadino elettore italiano arriveranno prima in Italia quelli dell'Isis a stabilire una unica ed indiscutibile forma di votazione: la sharja.