L'Italia semplifica per complicare

La toppa è spesso peggio del buco, come dimostra la modifica della legge Tognoli sui parcheggi

Tutti dicono che vogliono semplificare. È la parola d'ordine. Il problema è che la politica e gran parte della burocrazia sono talmente lontani dalla realtà che spesso le semplificazioni fanno più danni che altro. Non ci credete? Tra poco vi porteremo un caso tipico, concreto, reale. Il punto fondamentale resta di principio: lo Stato ci tratta come sudditi, predisposti alla truffa, e dunque da regolare con decreti minuziosi. È la dittatura della norma. La bestia statuale non molla mai la presa anche quando finge di farlo. Ma andiamo al dunque.

Alla fine degli anni '80 viene approvata una leggina (la Tognoli) che, tra le altre cose, prevede di realizzare parcheggi interrati su terreni pubblici o privati non edificabili, purché siano vincolati a una casa privata (a distanza non maggiore di un chilometro). In pratica, come fosse una cantina o una soffitta. Questo per evitare fini speculativi di investitori che comprassero a tappeto box auto per poi riaffittarli lucrandoci sopra. Beh, insomma, non si può pretendere troppo: la speculazione in un Paese socialista è fumo negli occhi. La seconda condizione è che sul terreno soprastante venga realizzato un parco (con alberi, panchine, verde attrezzato da sottoporre a preventiva autorizzazione del Servizio Giardini) a destinazione pubblica, indipendentemente dal fatto che il terreno sia pubblico o privato.

Una legge che sembra avere un senso: il costruttore guadagna, si crea lavoro, si tolgono macchine dalla strada, l'acquirente ha la possibilità di smettere di pagare affitti o impazzire a cercare parcheggio, lo Stato incassa le tasse di tutti quelli che ci lavorano e guadagnano. Il tutto a costo zero da parte del Comune o del contribuente. Non sono previste agevolazioni, finanziamenti: nulla.

Purtroppo abbiamo cercato, un paio di anni fa di semplificare la legge. Sbandierando tale obiettivo il governo ha eliminato il limite di un chilometro, estendendolo a tutto il Comune. Un'idea geniale: chi diavolo si metterà a comprare un box auto a più di un chilometro in linea d'aria dalla propria abitazione per parcheggiare un'auto? Poco male, si dirà: norma inutile, ma non dannosa. Sennonché, la medesima legge di semplificazione ha stabilito che il costruttore prima di ottenere la concessione debba obbligarsi davanti a un notaio a vendere non più a generiche persone, ma a soggetti precisi che vanno indicati in atto. Insomma, occorre per ogni box indicare nome, cognome del futuro acquirente e i dati catastali dell'immobile cui vincolarlo.

Una roba da pazzi. Significa andare sul mercato senza avere neppure il Permesso di Costruire e trovare acquirenti disposti a impegnarsi all'acquisto di un bene futuro che non solo è da costruire, ma per il quale mancano le autorizzazioni.

Ovviamente nessuno si impegnerà a una pazzia del genere. I costruttori sono costretti a chiedere a mamma, a nonna, amici e parenti di prestarsi alla farsa di promettere l'acquisto, con l'accordo non scritto che non compreranno mai e che, quando verrà trovato l'acquirente vero, loro rinunceranno all'opzione in favore del cliente finale. Il quale si insospettirà di questo strano passaggio e magari deciderà di non comprare un bel niente.

Un bel modo per aiutare un settore in crisi. All'interno del raccordo anulare di Roma (la città che ha maggiori problemi di parcheggio) il prezzo medio di un box sotterraneo è intorno ai 20mila euro. In genere i recuperi dalla Tognoli riguardano aree che (compreso il bagno per i disabili) possono ospitare un massimo di una ventina di parcheggi. Insomma, si tratta di un business che vale meno di mezzo milione di euro. Non esattamente roba da «Sacco di Roma». Eppure trattiamo questa materia come se si stesse urbanizzando la laguna di Venezia.

Ps. Nel centro di Milano a duecento metri dal Duomo, esattamente in piazza Cordusio, si sono tre enormi palazzi praticamente deserti. L'ex quartier generale di Unicredit e le Poste lo sono già. Anche la sede delle Generali in un futuro prossimo potrebbe andare a occupare il suo grattacielo a Citylife. Si tratta di più di 100mila metri quadrati di immobili a disposizione, vuoti. Nel caso di Unicredit ancora affittati. In un Paese normale si progetterebbe un futuro per quest'area gigantesca e centrale. Si coinvolgerebbero grandi investitori internazionali. Si permetterebbe loro di esporre progetti anche diversi dal semplice utilizzo degli spazi come uffici (la morte civile oggi). Ecco, si farebbe tutto ciò. Invece Milano (e l'Italia) preferisce andare appresso alle palle antimoderniste dell'Expo a chilometri zero e no-ogm.

Commenti

REVANGEL666

Lun, 06/10/2014 - 15:50

boh

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Lun, 06/10/2014 - 16:08

Articolo guazzabuglio di idee anti socialiste, anti capitaliste, anti liberiste, anti tutto. Tipico di Porro, si capisce solo lui (forse)

rokko

Lun, 06/10/2014 - 16:09

Porro, lei ha perfettamente ragione. Il problema è che le norme le scrivono con i piedi, ma prima ancora il problema è che normano troppo. Oltre al danno, poi c'è la beffa: una volta che tu hai fatto tutto a norma, puoi dormire sonni tranquilli perché la responsabilità di ciò che fai non è tua, ma della norma. Occorrerebbero molte meno norme e, semmai, qualche controllo in più a posteriori.

Ritratto di federalhst

federalhst

Lun, 06/10/2014 - 16:11

Che gli italioti siano predisposti alla truffa è un dato di fatto. Non mi spiego più che altro un tale dispiego dizionaristico di socialismo, palle antimoderniste e ogm per un articolo che cita solamente una delle migliaia di leggi che in Italia non sono funzionali. Dott Porro, se scrivesse un pezzo per ognuna di queste Il Giornale diventerebbe Guerra e Pace.

pinetax

Lun, 06/10/2014 - 16:19

Chi e' causa del suo mal pianga se stesso, l'Italia e' la patria dei furbi, governata da pari. Il resto e' solo la conseguenza.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 06/10/2014 - 16:36

le norme della burocrazia le hanno scritte la sinistra! ora che è al governo, tenta di farsi passare per quella che vuole cancellare queste norme astruse, che frenano il paese.... IPOCRITI!!!!

giovanni PERINCIOLO

Lun, 06/10/2014 - 16:59

Scommettiamo che se a presentare un progetto per Milano é una coop questa ottiene subito l'autorizzazione???

linoalo1

Lun, 06/10/2014 - 16:59

Scommetto che,questa semplificazione,l'hanno fatta Deputati Italiani eletti in Europa,perchè sembra proprio il frutto di un ragionamento da E.U.!Lino.

spingardo

Lun, 06/10/2014 - 17:23

Da imprenditore edile posso confermare che l'articolo è molto puntuale e rispecchia l'amara realtà di ciò che accade nel nostro settore. Il fatto che di leggi come questa ne esistano chissà quante non dovrebbe frenare nessuno dallo scrivere e rendere pubblico il caos normativo in cui viviamo, perchè solo con l'informazione giusta e la conseguente presa di coscienza potremo vagamente sperare che qualcosa cambi (pia illusione!).

Paolino Pierino

Lun, 06/10/2014 - 17:35

Gentile Dott. Porro, non mi meraviglia affatto la vicenda che lei illustra dei ventilati parcheggi a Milano. Tutto il giochetto sta nella truffa ai danni dei privati contribuenti Dice nulla l'area Sesto? Porcate bustarelle anni di ritardo nei lavori e tutti assolti meglio tutto prescritto. Se il nostro paese è nella situazione fallimentare che tutti conosciamo è proprio per queste leggi per chi le dovrebbe applicare nei tribunali e per l'immonda burocrazia insensata ma creata ad hoc per rubare imbrogliare elargire danari cariche e favori a politici siano essi in carica o trombati ed ai soliti personaggi e poteri forti noti in combutta con alcuni che si definiscono industriali ma sono solo finanzieri spregiudicati ed arraffoni. Di immobili vuoti da riciclare ed utilizzarli con il cambio d'uso ne è pieno il paese Nelle grandi città si potrebbe demolire e ricostruire ma i comuni sciuponi vogliono incassare sia dalla vendita dei terreni con conseguenti omeri di urbanizzazione che dalle contravvenzioni per i divieti di sosta Per me l'Italia con la gentaglia politica della giustizia ed amministrativa che la governa è in liquidazione coatta tenuta in vita dalla nuova moda liquidazione in continuità che vuole dire vai avanti tu..c....o che a me scappa da ridere qui nessuno pagherà mai nulla per i danni creati.

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Lun, 06/10/2014 - 17:38

Lei Porro si diverte, spero, ma perde tempo e credo lo sappia. L'Italia è un paese a socialismo reale, inutile dibatterci. Faremo la fine dell'Unione Sovietica.

ZIPPITA

Lun, 06/10/2014 - 17:42

@luigipiso se non hai capito, prova a leggere un paragrafo alla volta, magari sottolinea i passaggi piu' importanti...lo so è dura x chi legge solo squallidi quotidiani come la Repubblica o simili. Tu dici "tipico di Porro" e hai ragione: Porro è Porro e il suo stile è inconfondibile, a chi sa leggere bene tra le righe!!!! Buon lavoro!!!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 06/10/2014 - 18:02

il metodo porro è efficace, al contrario dei metodi di scalfari, santoro, travaglio, de bortoli ecc... :-)

vince50_19

Lun, 06/10/2014 - 18:20

Nicò l'articolo è ben fatto però, per piacere la prossima volta scrivi in modo meno complicato - terra terra se possibile, altrimenti luigipiso non capirà, per l'ennesima volta un'emerita cippa e si lascerà andare a cacchiate in pompa magna, come suo solito!

il veniero

Lun, 06/10/2014 - 19:19

esempio ne è TASI TARI IMU IUC ECC ECC . hanno perso una occasione per semplificare un abominio normativo producendo un altro abominio normativo . Tutto x MANTENERE IL CATASTO E SUOI ADDETTI . Obsoleto residuo ancestrale italiota farcito di amici degli amici ...grazie stato !

marina.panetta

Lun, 06/10/2014 - 21:44

Certo che sì, l'articolo è fatto benissimo. L'ho capito anch'io che non sono del mestiere. E posso aggiungere che questa norma è responsabile di parecchi orrori urbanistici. i ricordo inoltre che a Montecarlo, dove gli spazi sono ridottissimi, sono stati creati parcheggi a pagamento all'interno di grandi immobili, come ce ne sarebbero tanti anche nei nostri centri storici. Sarebbe un bel reddito, e anche onesto ma...da noi non si fa.

marina.panetta

Lun, 06/10/2014 - 21:44

Certo che sì, l'articolo è fatto benissimo. L'ho capito anch'io che non sono del mestiere. E posso aggiungere che questa norma è responsabile di parecchi orrori urbanistici. i ricordo inoltre che a Montecarlo, dove gli spazi sono ridottissimi, sono stati creati parcheggi a pagamento all'interno di grandi immobili, come ce ne sarebbero tanti anche nei nostri centri storici. Sarebbe un bel reddito, e anche onesto ma...da noi non si fa.