Ecco gli "hacker etici" che navigano in rete a caccia dei web-pirati

L'Università dell'Insubria li ha formati Ora grandi aziende già puntano su di loro

Nell'Italia dei cervelli in fuga ci sono quattro ragazzi che i colossi internazionali della cybersecurity ci invidiano. I loro nomi: Marco Grimoldi, Andrea Peluso, Gabriele De Fino ed Emanuele Galasso. Sono loro i giovani talenti vincitori della prima «maratona» che ha coinvolto studenti e appassionati di informatica.

«Nel corso di 4 sessioni da 45 minuti - spiegano i partecipanti alla gara - abbiamo dovuto scovare le vulnerabilità di un sito web come, ad esempio, la possibilità di decriptare una password o di bucare un firewall. Quando un partecipante individua una falla, cattura una bandierina». Un'occasione ben riuscita che ha unito il gusto per la sfida «agonistica» alla novità «didattica» della «ethical hacker».

«Grazie a questa esperienza abbiamo vinto quattro borse di studio che ci saranno utili nel proseguo delle nostro percorso accademico e professionale - raccontano Marco, Andrea, Gabriele ed Emanuele, tutti accomunati dalla passione per l'informatica -. Di questo ringraziamo gli organizzatori dell'hackathon #Catpuretheflag, organizzato da Elmec Informatica, insieme a EOLO, all'Università degli Studi dell'Insubria (che ha ospitato la «maratona» ndr) e a Innovation Garden, la prima fiera dell'innovazione della città di Varese organizzata da TEDxVarese».

Un'iniziativa lungimirante anche alla luce dello scenario che pone l'Italia per la prima volta nella top ten degli Stati maggiormente nel mirino dei criminali informatici; non a caso negli ultimi tre anni gli attacchi web si sono decuplicati, risultando sempre più sofisticati e pervasivi. Il rischio per istituzioni e cittadini è enorme. La caccia al grande business dei «dati sensibili» mina alle fondamenta tanto per la sicurezza delle istituzioni quanto per interessi e privacy dei cittadini. In questa guerra a colpi di clic pirateschi, un ruolo-chiave è ricoperto dagli hacker: «super tecnici senza scrupoli ed esperti al soldo del migliore offerente», come li ha definiti Bill Gates. Diventa così fondamentale riuscire a contrapporre a questo «esercito del male, i clic virtuosi degli «hacker etici».

«Immaginazione, creatività, futuro: sono elementi imprescindibili quando si parla di giovani - sostiene il rettore dell'Università degli Studi dell'Insubria, Alberto Coen Porisinie -. Quando gli organizzatori di TEDxVarese hanno proposto al nostro Ateneo un evento quale Innovation Garden abbiamo colto subito l'occasione decidendo di trasformarlo in un'opportunità proprio per i ragazzi. I vincitori degli hackathon otterranno una borsa di studio che premia il talento, a prescindere dalle condizioni economiche dello studente».

«La formazione gioca un ruolo fondamentale oggi ed è compito delle aziende mettere a disposizione quanto necessario. Collaboriamo da tempo con scuole e università del territorio mettendo a disposizione la nostra competenza ai talenti di domani - spiega Roberto Trentini, direttore risorse umane di Elmec Informatica -. Abbiamo proposto un format di hackathon già usato da noi internamente per i nostri collaboratori. Una prova a livelli dove i partecipanti, tramite il gioco, svilupperanno competenze in ambito security, perché riconoscere la vulnerabilità dei sistemi è il primo passo per proteggerli». Gli studenti Marco Grimoldi, Andrea Peluso, Gabriele De Fino ed Emanuele Galasso sono già pronti a dare il loro contributo.