"Ecco perché seguo Giorgia Meloni"

L'ex grillino Walter Rizzetto spiega al Giornale.it la sua scelta di abbandonare gli ex grillini di Alternativa Libera per aderire a Terra Nostra

"Ho ritenuto giusto andarmene da Alternativa Libera dopo che c'è stata la fusione con Civati". Il deputato Walter Rizzetto spiega così al Giornale.it la sua intenzione di abbracciare il progetto politico di Terra Nostra che per ora è solo un comitato parallello a Fratelli d'Italia.

Perché proprio Terra nostra ? Cos'ha in comune la destra sociale con il Movimento Cinquestelle con il quale è entrato in Parlamento?

Tutti sanno che provengo dalla destra giovanile, portatrice di valori che ho ritrovato in parte anche nei Cinquestelle. Il Movimento è stato fantastico nel riportare alla luce l'etica e le buone proposte. C'è stato un problema di percorso ma molte battaglie come quelle sulle piccole e medie imprese e contro le pensioni d'oro le porto avanti tutt'ora.

Non era più semplice iscriversi a Fratelli d'Italia piuttosto che fondare un nuovo movimento?

Indubbiamente era più semplice ma con Terra Nostra noi vogliamo cercare di allargare rispetto il consenso rispetto a quel 4,5/5% che può prendere il partito di Giorgia Meloni. Le faccio una provocazione. Se chiedo a una persona fuori dal Parlamento, a quale schieramento o partito pensa se parliamo di rinnovabili, lavoro e diritti civili tutti rispondono Movimento Cinquestelle o comunque pensano alla sinistra. Perché non fare le stesse domande anche a destra? Cerchiamo di allargare, non di ghettizzare. Sulle unioni civili, per esempio, fermo restando la contrarietà alle adozioni gay, quantomeno parliamone. Non capisco perché quando governa il centrosinistra può fare misure di centrodestra come il jobs act e l'abolizione dell'Imu e quando governa la destra non si può fare un qualcosa di simile?

Oggi anche Quagliariello ha presentato il suo movimento. Non si corre il rischio di una frammentazione ulteriore del centrodestra?

La frammentazione c'era già prima. Il nostro è un contenitore che tende ad allargare il dibattito e, ad ogni modo, per evitare la frammentazione, basta trovare un'intesa su 4/5 proposte e dar vita a un programma comune.

Quindi attualmente rimane nel gruppo misto, diventato il terzo più numeroso a Montecitorio?

Per il momento, perciò resto nel gruppo misto che il presidente Di Maio, nei giorni scorsi, ha criticato con un post dimenticandosi che lui è stato eletto anche con i voti quel gruppo, previsto da quella Costituzione che i grillini hanno difeso arrampicandosi sul tetto di Montecitorio.