Efisio Marras mette un punk nella mitica sartoria Bianchi

Laura Verlicchi

Metti un punk in sartoria e crea uno stile da applausi. È la sfida lanciata da L.B.M. 1911, il marchio informale e di ricerca di Lubiam, con la capsule collection realizzata insieme a Efisio Marras, il talentuoso figlio di Antonio. «È una collaborazione che viene da lontano racconta Giovanni Bianchi, quarta generazione alla guida dell' azienda -. Il nonno paterno di Efisio teneva infatti nel suo storico negozio ad Alghero la linea Lubiam che già allora era sinonimo di eleganza e qualità. La proposta, di cui a Pitti esponiamo una selezione in anteprima, ha come obiettivo riportare anche i millennial al piacere del capospalla, ovvero l'eleganza italiana, che si è un po' perso con la diffusione dell'abbigliamento sportivo in ogni occasione. Tutto in chiave moderna, certo, ma senza snaturare il nostro Dna, cioè qualità e lavorazione». Lo stile ideale per il giovane professionista, che non dimentica la sua anima rock. «L.B.M. 1911 reinterpreta l'abbigliamento formale attraverso materiali e lavorazioni esclusive, come i trattamenti di invecchiamento per dare l'effetto vissuto. Un successo distribuito in più di 1.500 punti vendita nel mondo».

Ottimi risultati anche per Luigi Bianchi Mantova, la storica linea sartoriale: «È nata con l'azienda ed è ancora tutta prodotta qui, stiamo pensando anche a nuove assunzioni. Guardiamo al futuro con speranza perché il mondo vuole vestire made in Italy. Soprattutto all'estero, infatti, è sempre più richiesto il nostro servizio SuMisura: vale il 10% del fatturato totale dell'azienda, che nel 2018 ha toccato i 57 milioni. I nostri sarti viaggiatori affiancano il personale nei negozi più importanti, poi si spedisce l'ordine a Mantova e dopo una decina di giorni il capo perfetto viene rispedito al cliente. Da pochi appuntamenti siamo passati a una richiesta tutto l'anno. Soprattutto negli Usa, dove il fatturato è cresciuto del 40%. Ma abbiamo ottimi risultati anche in Giappone, Canada, Spagna e stiamo spingendo sul mercato russo».