Emiliano senza stipendio ma con il maxi contributo

Pur di non tornare in magistratura e inseguire il sogno della poltrona di governatore di Puglia, ha deciso di fare il pendolare per svolgere il suo ruolo di assessore alla legalità del Comune di San Severo. Lui, l'ex sindaco di Bari, Michele Emiliano ( nella foto ), segretario regionale del Pd, ha sempre sottolineato di non percepire stipendio, ma la scelta in ogni caso non è che sia indolore per le casse della cittadina in provincia di Foggia. L'ex primo cittadino di Bari in effetti ha rinunciato al compenso ma «a Emiliano – fa notare l'opposizione – vanno comunque versati i contributi dovuti per l'alto stipendio che percepiva da magistrato». Ovvero 4.350 euro al mese.

Pennette alle zucchine o al salmone. Spaghetti pomodoro e basilico. Lasagne. Pomodori al riso. E ancora: spigole, sogliole e ricciole. E poi carne, frutta, contorni. Tutto a 5 euro per i dipendenti. Ai militari e ai pompieri 7 euro e ai parlamentari 10 euro. Per gli ospiti, invece, il prezzo sale a 12,80. Tutto compreso: primo, secondo, contorno e frutta. Alla faccia della spending review . Ma la pacchia non è destinata a durare a lungo. Il ristorante di San Macuto ha già chiuso. I ristoranti di Camera e Senato, invece, hanno ritoccato i prezzi al rialzo. Lo stesso ha fatto la buvette. Resta il self service di piazza San Silvestro. Lì, i prezzi sono ancora stracciatissimi. I prezzi farebbero impallidire gli anti casta più agguerriti. A patto che a questi non sia concesso sedersi al banchetto. Come riporta il Messaggero , «un primo al Marini self service può costare anche 1,40 euro; un secondo a base di pesce o carne 2,80. Un contorno 1,05, la frutta 80 centesimi. Acqua minerale, coperto e pane gratis». Ma la qualità? Pure. Perché la Milano 90 Srl si premura di far arrivare il pesce fresco un paio di volte alla settimana. La tracciabilità del cibo, va da sé, è certa.

Giornata nera per il sindaco di Roma Ignazio Marino ( nella foto ). In mattinata si è accidentalmente rovesciato addosso una brocca d'acqua mentre parlava alla giornata di studio «Quali professioni legali del futuro?», poi non essendo ancora arrivata l'autorizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l'apertura della prima tratta della linea C della metropolitana di Roma (da Pantano a Centocelle), inizialmente prevista per sabato 11 ottobre Marino, ha «occupato» gli uffici della direzione generale trasporto pubblico locale del dicastero. Il primo cittadino della Capitale, affiancato dall'assessore capitolino ai trasporti Guido Improta, ha detto che resterà negli uffici fino a quando non avrà ottenuto la documentazione sui tempi di apertura della Metro C. «Rimango qui anche sette giorni, ma non me ne vado fino a quando non ho il verbale con i colpevoli di un tale danno ai romani».

Sempre più in bilico il governatore di Sicilia Rosario Crocetta ( nella foto ), alle prese, oltre che coi problemi di bilancio, con una guerra con l'ala cuperliana del Pd che rischia di travolgerlo. Il replay farsa delle elezioni regionali del 2012 che si è svolto domenica scorsa nel Siracusano - si è votato in sole nove sezioni di due comuni, Pachino e Rosolini, ripescando anche i simboli dei partiti scomparsi - ha penalizzato il governatore, che ha perso un suo deputato mentre i cuperliani si sono rafforzati. Crocetta finge indifferenza: «Una sberla le elezioni suppletive di Siracusa? – dice –. Non mi interessa nulla. Un deputato in più o in meno non cambia la situazione». Ma su di lui incombe la presentazione di una mozione di sfiducia, promossa da Forza Italia, appoggiata dai Cinque stelle e, forse, anche da gran parte del Pd.

«Regioni troppo piccole, che fanno leggi e pianificazione, non hanno più senso», tuona il sindaco renziano di Pesaro e vicepresidente del Pd Matteo Ricci ( nella foto ). «Mettere insieme le Regioni del Centro Italia, a iniziare da Marche e Umbria, non è così complicato come si vuol far credere. Certo serve una grande volontà politica, la voglia di innovare e cambiare le cose davvero e un referendum popolare che confermi la scelta. Credo che questo debba diventare uno dei temi principali delle prossime Regionali». Il democrat rivoluzionario insiste: «Marche e Umbria insieme non fanno gli abitanti della città di Roma. Marche, Umbria e Toscana insieme fanno gli abitanti del Veneto. Perché devono avere leggi regionali differenti?». E lancia pure l'hashtag #riformedalbasso .

Commenti

angelomaria

Gio, 09/10/2014 - 17:13

IL MASSIMO DELLO SFOTTO' "ASSESSORE"ALLA "LEGALITA"!?RIDETE VOI CHE A ME VIENE DA PIANGERE!!!