Ennio Doris: "Oggi ai terremotati distribuiamo 1.259.000 euro"

Il presidente di Mediolanum: «Somma destinata a fondo perduto in base ai danni subiti e dichiarati del sisma»

Oggi distribuiamo 1.259.000 euro a fondo perduto in base ai danni subiti e dichiarati del terremoto». Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum, è orgoglioso dell'intervento del suo istituto, non nuovo a queste iniziative di solidarietà. E proprio ieri è andato ad Acquasanta Terme, per incontrare la comunità locale e consegnare il denaro.

Presidente, vi siete mossi in tempi brevissimi.

«Come la protezione civile, noi abbiamo al nostro interno un'unità di pronto intervento, che si è attivata immediatamente, già la mattina dopo la prima scossa. Ci occupiamo delle primissime esigenze delle persone. Così come la protezione civile fa un lavoro eroico, andando a estrarre le persone sotto le macerie e offrendo cibo e rifugio a chi ne ha bisogno, noi facciamo quello che è nelle nostre possibilità. Possono sembrare banalità, però sotto le macerie non ci sono solo le vittime, i mobili, i guardaroba delle famiglie, ma anche i contanti, i bancomat, le carte credito che non possono essere usati. Allora abbiamo mandato subito delle unità mobili per permettere di riavere bancomat e carte e consentire di prelevare denaro».

Ma la vostra iniziativa non si è fermata qua.

«Certo, poi abbiamo detto: qualsiasi scadenza avevate dimenticatela, a zero costi e zero interessi, Ma non solo. A chi avesse bisogno di denaro o di un mutuo, noi gli mettiamo a disposizione fondi sempre a costo zero per due anni e poi a tassi agevolati. Inoltre, come abbiamo già fatto, diamo un contributo liberale per i terremotati. In passato facevamo una valutazione del danno, mandando dei periti e poi erogavamo il contributo in proporzione al danno subito. Solo che quando ci sono i terremoti bisogna aspettare per poter valutare il danno definitivo finché scosse e crolli non cessano, e possono passare diversi mesi. Perciò abbiamo deciso di fare una valutazione in base alle dichiarazioni pro veritate dei danneggiati in modo da erogare rapidamente la liberalità. Oggi distribuiamo 1.259.000 euro a 53 clienti, ma abbiamo raddoppiato a 2 milioni lo stanziamento iniziale previsto in un milione».

Avete anche lanciato una raccolta fondi.

«È una raccolta fondi lanciata assieme alla Caritas, che proseguirà fino a fine anno. Abbiamo raccolto finora circa 370mila euro in donazioni. Con questi soldi, poi, faremo degli interventi mirati nei paesi disastrati, come costruire una scuola, un municipio eccetera. Parleremo con Caritas e con le autorità locali per vedere cos'è più urgente realizzare».

Lei ha visitato le zone terremotate. Che impressione le hanno fatto e come valuta l'intervento del governo fino a oggi?

«C'è una cosa da encomiare: l'intervento della protezione civile e dei volontari, che hanno fatto un primo lavoro importantissimo. Se parliamo di ricostruzione, io penso che si dovrebbe riedificare i paesi com'erano, non solo pe far tornare a rivivere le persone nei centri dove sono nati ma soprattutto per non disperdere un patrimonio. L'Italia è il Paese della cultura e dell'arte, e non parlo solo delle opere di grandi artisti, ma di tutti i borghi medievali che sono la nostra ricchezza. C'è un turismo che è destinato a crescere nel tempo, che non andrà solo a Roma, Venezia e Firenze ma visiterà anche i piccoli centri che hanno conservato le caratteristiche del Medio Evo perché la gente va alla ricerca delle radici. Perciò è un delitto non ricostruire un paesino com'era prima del terremoto. In secondo luogo, a mio avviso, si dovrebbe sospendere, se non annullare, il pagamento delle tasse per le zone terremotate. Non avrebbe un costo elevato».

I vostri precedenti interventi in altre calamità, come in Emilia nel 2012, sono stati molto apprezzati.

«I nostri clienti ci adorano perché non hanno mai visto una banca che si mette subito a disposizione e che elargisce dei soldi a fondo perduto. Molti erano profondamente commossi perché non è solo una solidarietà materiale ma anche morale».