Equitalia, rompicapo rottamazioni: 5mila Comuni ancora senza norme

Da approvare entro domani le delibere per il mini condono

Roma - Pagare le tasse è sempre un rebus, ma anche chi vuole aderire alla «rottamazione» di cartelle esattoriali e di multe dovrà risolvere un vero e proprio rompicapo. E non per colpa sua, ma dei circa 5mila Comuni (4.725 per la precisione) che, non affidandosi a Equitalia per la riscossione dei tributi, non hanno ancora deliberato se aderire o meno al mini-condono di interessi e sanzioni inserito nel decreto fiscale dal governo Renzi per recuperare allo Stato altri 3 miliardi nel biennio 2017-2018.

Il minimo comun denominatore? Il caos. Come ha rilevato ieri Il Sole 24 Ore, le città di Napoli, Venezia, Aosta, Perugia e Siena entro oggi dovranno approvare la delibera per estendere lo sconto anche ai propri ruoli. Bologna, Torino, Milano e Cagliari, invece, non si muoveranno perché la linea politica delle amministrazioni è quella di privilegiare i cittadini che assolvono ai loro obblighi verso il fisco con le rateizzazioni. Un particolare che dimostra come il nostro Paese sia in una situazione difficile sotto tutti i punti di vista è rappresentato dal Movimento 5 Stelle. I grillini, che governano il capoluogo piemontese, ancora ieri hanno ribadito che non prenderanno l'ultimo treno per la rottamazione, giudicata uno sconto agli evasori. La consigliera regionale umbra del M5S, Maria Grazia Carbonari, ha invece invitato tutte le istituzioni locali a «non negare ai cittadini la possibilità di usufruire della definizione agevolata» del contenzioso fiscale.

Finita così? Nemmeno per sogno. I contribuenti, che risiedono in un Comune che non si affida ad Equitalia e che non aderisce alla sanatoria, possono comunque approfittare della rottamazione. La normativa si applica alle iscrizioni a ruolo effettuate tra il 2000 e il 2016. Se in questo arco di tempo, il proprio Comune si è servito per alcuni anni di Equitalia (oppure si è avvalso dei suoi servizi per alcuni tributi), c'è sempre la possibilità di avvalersi degli sconti: occorre controllare la cartella relativamente ad annualità o imposta cui il debito è riferito. La domanda per accedere al beneficio si può presentare entro il 31 marzo ed Equitalia è tenuta a rispondere entro sei mesi. Attenzione! Se Equitalia non è il concessionario della riscossione, il Comune potrebbe aver fissato un termine diverso, generalmente posticipato: è il caso di Cuneo (30 aprile) e di Catania, Benevento e Oristano (2 maggio). La rottamazione prevede una dilazione in sole cinque rate da saldare entro settembre 2018. Se il debito è di ammontare elevato (a prescindere da sanzioni e interessi), potrebbe essere maggiormente conveniente percorrere la strada della rateazione ordinaria. Il mancato rispetto di una scadenza (il 70% va comunque versato entro dicembre), infatti, comporta la decadenza dal condono e il versamento in un'unica rata di tutta la cartella esattoriale, inclusi interessi e sanzioni.

La confusione è tale che il sindaco di Ascoli e delegato Anci alla finanza locale, Guido Castelli (Fi), ha chiesto al governo «il differimento di un mese del termine per approvare le delibere per consentire ai Comuni di fare una valutazione più approfondita e anche per un allineamento dei termini rispetto a quelli che usufruiscono di Equitalia».