Erdogan prova a uscire dall'angolo: dalla Merkel per affari (e moschee)

Il sultano accolto nella capitale dalle proteste degli oppositori

Berlino - La visita è iniziata con un 10 da parte dei tedeschi, ai quali l'Uefa ha assegnato l'organizzazione degli Europei del 2024, un appuntamento al quale la Turchia puntava tantissimo. Angela Merkel e il suo ospite Recep Tayyip Erdogan in visita di Stato in Germania hanno comunque molti argomenti di cui parlare. «Il presidente turco lo ha affermato a inizio anno: ci servono meno antagonisti e più amici», ricorda al Giornale Yasar Aydin, scienziato politico dell'Università evangelica di Amburgo e visiting professor di Relazioni internazionali alla Türk-Alman Üniversitesi di Istanbul. I punti di disaccordo fra Berlino e Ankara sono molti, «soprattutto lo stato dei diritti umani e del rule of law ai minimi da 20 anni a questa parte in Turchia» aggiunge Aydin. «In economia però i due Paesi sono d'accordo nel rifiutare il protezionismo», mentre i dazi di Donald Trump hanno fatto infuriare Erdogan. In guerra con gli Usa, l'iracondo leader turco ha scelto la Germania per fare pace con l'Europa. I tedeschi sono partner commerciali eccellenti e la Turchia deve sostenere la sua economia in affanno. La Germania, poi, ospita almeno tre milioni di turchi, fedelissimi elettori del sultano, il primo a concedere ai concittadini all'estero il diritto di voto. Il reis li saluterà sabato a Colonia, inaugurando la grande moschea voluta dalla Ditib, il braccio religioso del governo di Ankara.

Quanto all'economia, se la lira turca ha smesso di precipitare resta comunque debolissima su dollaro, mentre l'euro è interessato a evitare rovesci della bilancia commerciale. Secondo Aydin, Erdogan può facilitare le relazioni economiche con i 28 migliorando gli standard democratici nel suo Paese. I recenti sforzi della Mogherini verso l'Iran provano fra l'altro che l'Ue non è poi così esigente in materia di diritti umani se il business non manca. «Se oggi la prospettiva dell'adesione della Turchia all'Ue è tramontata, si può ancora lavorare per rendere più efficiente l'accordo esistente di unione doganale fra le due parti».

Al suo arrivo all'aeroporto berlinese di Tegel, il sultano è stato accolto con il tappeto rosso; fuori dallo scalo gli oppositori al suo regime inscenavano le prime manifestazioni. I curdi tedeschi e l'opposizione al governo di große Koalition ricorderanno a Merkel che sta trattando con un tiranno. Consapevole di avere davanti un ospite difficile ma utile per fare sponda contro Trump, la cancelliera ha fatto schierare 5mila poliziotti nel centro di Berlino. A rendere più spinoso l'incontro ha contribuito il Tagesspiegel, scrivendo ieri che un poliziotto berlinese avrebbe spiato gli oppositori turchi attivi nella capitale tedesca riferendo all'ambasciata turca. Chissà se è per questo motivo che nel codazzo di Erdogan questa volta si conta anche il capo dei servizi di intelligence di Ankara, Hakan Fidan.