Escalation tra Usa e Russia: Obama hacker contro Mosca

Pronto un cyber attacco in risposta alle ingerenze sul voto americano. Il Cremlino: «Giocano col fuoco»

Vertiginosa escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Russia: oltre ai disaccordi politici sui grandi dossier internazionali e le presunte ingerenze sulle elezioni presidenziali, torna ancora una volta lo spettro dei cyber-attacchi sponsorizzati da Mosca e Washington, con gli Usa che starebbero preparando l'offensiva 3.0 in risposta alle reiterate incursioni dei pirati della rete al servizio del Cremlino.

Secondo quanto riporta Nbc News, citando fonti dell'intelligence americana, la Cia ha ricevuto ordine da Barack Obama di preparare un attacco «senza precedenti» contro la Russia in risposta alle interferenze di Mosca nel voto per il rinnovo della Casa Bianca. Stando alle fonti di Nbc il piano è già in fase avanzata, e vi starebbe lavorando un team di centinaia di persone con a disposizione un budget da centinaia di milioni di dollari. L'obiettivo, hanno spiegato i funzionari dei servizi segreti, è quello di «mettere in imbarazzo» la leadership del Cremlino, anche se non è chiaro nei dettagli quali siano le misure al vaglio della Cia. «Stiamo inviando un messaggio a Putin», ha detto da parte sua il vice presidente Joe Biden, precisando che gli Stati Uniti sono pronti a rispondere alle presunte azioni degli hacker russi.

La reazione di Mosca non si è fatta attendere: «L'imprevedibilità e l'aggressione degli Stati Uniti continuano a crescere, tali minacce contro la leadership del nostro Paese sono senza precedenti», ha tuonato il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov. Mentre il rappresentante speciale del Cremlino per la cooperazione internazionale sulla sicurezza informatica, Andrei Krutskikh, ha avvertito che gli Usa «stanno giocando con il fuoco», assicurando che «nessuna azione contro la Russia rimarrà impunita». «Invece di cercare una distensione e tentare di raggiungere un accordo - ha ammonito - stanno cercando di spaventarci. Lo trovo sfacciato, rozzo e stupido». Anche il consigliere del Cremlino, Iuri Ushakov, ha confermato che Mosca risponderà ai piani della Cia: «Certamente, lo faremo. Questo è già al limite della villania». La presunta controffensiva digitale degli americani - che secondo gli esperti provoca danni esorbitanti, pari ad alcune decine di miliardi di dollari l'anno, spesso pagati dai contribuenti visto che gli attacchi molte volte colpiscono strutture pubbliche, federali o locali - è solo l'ultimo atto della lotta a distanza. Lotta che abbraccia grandi temi di politica internazionale, ma anche questioni interne come le elezioni presidenziali: se da una parte infatti il dossier siriano è motivo di discordia tra le due potenze, lo scontro tra quelli che un tempo erano i due blocchi della Guerra fredda è entrato di prepotenza anche nella campagna elettorale americana, con l'accusa degli Usa a Mosca di aver hackerato i server del Comitato Nazionale Democratico. E secondo l'ambasciatore russo all'Onu, Vitaly Churkin, l'attuale tensione con gli Usa è probabilmente la peggiore dalla guerra in Medio Oriente del 1973, quando la minaccia di una guerra tra l'Unione Sovietica, che sosteneva gli arabi, e gli Stati Uniti, l'alleato più stretto di Israele, raggiunse il punto più alto dalla crisi dei missili a Cuba nel 1962. «Penso che la situazione generale vada molto male, probabilmente è la peggiore dal 1973», ha detto Churkin. A deteriorare i rapporti bilaterali sono state «una serie di cose», dall'allargamento della Nato a est alla rivoluzione in Ucraina, a suo avviso «un colpo di Stato» sostenuto dagli Usa. Tuttavia, il delegato ha sottolineato che c'è una differenza nelle relazioni tra i due Paesi rispetto a quarant'anni fa: «Benché ci siano frizioni gravi, divergenze come sulla Siria, continuiamo a lavorare su altre questioni, e qualche volta abbastanza bene». Cosa che certamente non accadeva durante la Guerra fredda.

Commenti

ohibò44

Dom, 16/10/2016 - 13:13

Se sono presunte (cioè fino ad oggi mai provate) le interferenze di hacker russi sulle presidenziali americane” quelle americane, dall’Ucraina alla Georgia, sono palesi e incontestabili, sono riusciti a far diventare ucraina un’americana con decreto legge del governo che hanno appoggiato

ohibò44

Dom, 16/10/2016 - 13:21

Ho letto con attenzione gli specchietti di Marta Serafini sul Corriere che spiegavano la fondatezza delle accuse americane: nessuna affermazione, nessuna prova, una valanga di condizionali. Perciò l’ingerenza russa utilizzando gli hacker rimane un’ipotesi mentre l’intrusione americana è un piano riconosciuto dal Governo statunitense. Se vent’anni fa mi avessero detto che in uno scontro Russia-America sarebbero stati i primi i più democratici ci avrei riso sopra: poi è arrivato il Nobel della pace ed è in arrivo la presidenta. I politicamente corretti contentissimi, il mondo un po’ meno.