Esplode la gelosia Ncd su Verdini: si agita per portare voti al premier

RomaChissà, sarà una botta di gelosia. Oppure l'invidia. O magari la paura dell'irrilevanza, di essere diventati improvvisamente marginali visto che, nel ruolo dei portatori d'acqua del governo, i verdiniani stanno già scalzando gli alfaniani: lo spazio come seconda gamba è stretto e la concorrenza sempre più dura. Quale che sia il motivo, fa comunque un certo effetto vedere Ncd prendersela con i colleghi di Alleanza liberale per le autonomie, accusandoli peraltro di essere dei voltagabbana. «Parlano proprio loro - replica Ala - È come il bue che dà del cornuto all'asino».

L'attacco parte dall' Occidentale , organo ufficioso del Nuovo Centrodestra. «Un Verdini serve sempre. Tutti i leader un giorno o l'altro - scrive Elena de Giorgio - hanno bisogno di un uomo che va al sodo, che sa fare i conti e sa prendere le persone dal verso giusto, ne annusa le debolezze e decifra il non detto. Questa è, di nuovo, l'ora del rude toscano, anche se a usufruire del suo attivismo sarà Renzi e non più Berlusconi».

In vista della battaglia finale sulla riforma del Senato, la campagna acquisti è in pieno svolgimento: l'ultimo a lasciare Forza Italia per il gruppo di Verdini è Francesco Amoruso, che definisce «un grave errore» la rottura del Patto del Nazareno. L' Occidentale non commenta. «Non stiamo qui a fare i moralisti, a bacchettare e indignarci». E ci mancherebbe. «Constatiamo. La ricerca di voti sulla riforma del Senato - si legge ancora - è vitale per il presidente del Consiglio, ed è logico che, mentre lui mostra di non scomporsi affatto e ostenta sicurezza, qualcun altro si dia da fare per dare a quella sicurezza qualche margine». Conclusione: «Si è visto che Verdini non sempre azzecca i calcoli, è sua la ben nota sottovalutazione del gruppo che poi ha fondato Ncd, quando giurò a Berlusconi che con Alfano se ne sarebbero andati in pochissimi, un numero insufficiente a sostenere il governo e persino a fare un gruppo parlamentare. Così non fu. Ma anche se talvolta sbaglia i conti, la sua resta una competenza, a quanto pare, molto richiesta».

E qui non si capisce bene cosa voglia Ncd, se spera che Denis quei conteggi li sbagli davvero, mandando sotto il governo di cui fa parte, oppure no. Ala è comunque pronta subentrare. «Le riforme - spiega il senatore Vincenzo d'Anna - sono uno spartiacque per chi vuol fare mancare la maggioranza a Renzi. Io credo che avrà i numeri al Senato, con buona pace della minoranza Pd, ma noi di Ala, orfani del centrodestra, auspichiamo un processo di avvicinamento di Renzi al centro nei prossimi mesi e a quel punto, se passiamo in maggioranza, potremmo anche entrare nel governo».

Una strategia che dovrebbe portare alla nascita del famoso Partito della Nazione, cucito su misura per Matteo, nel quale i verdiniani potrebbero avere dei posti in prima fila. A Ncd, che forse invece subirebbe una scissione, resterebbero poche briciole. Da qui il malessere e la frustrazione di essere costretti a fare il tifo per i diretti concorrenti.