Esponente Pd: «Rimettiamo i crocifissi nelle aule» Nel partito scoppia la bufera

Perugia «In tutte le scuole italiane accanto all'immagine del Presidente della Repubblica rimettiamo, come un tempo, il crocefisso obbligatorio». È quanto ha scritto, ieri di prima mattina sul proprio profilo Facebook, Marco Vinicio Guasticchi, membro della direzione nazionale Pd e vice-presidente dell'assemblea legislativa dell'Umbria, esponente di spicco della cosiddetta area «renziana» della prim'ora. Un post sintetico che ha immediatamente generato un dibattito a più voci anche su twitter, che a 140 caratteri, ha ripreso e rilanciato la presa di posizione alquanto netta dell'esponente del Pd. «Per chi è rimasto scandalizzato ha rimarcato fra un post di disapprovazione e compiacimento, Guasticchi, rispondendo a diverse sollecitazioni on-line , voglio precisare che il crocifisso rappresenta la nostra cultura cattolica, quella stessa cultura in cui mi sono formato e sono cresciuto. Non vuol dire scambiare lo stato laico con uno confessionale. Vorrei però ricordare a quelli che si stupiscono che in molti casi la tolleranza non è reciproca. Pensate soltanto a quanti cristiani vengono martirizzati ogni anno ed ovunque senza che le coscienze dei cosiddetti laici vengano turbate». «Sinceramente vi sembra che sia questo il problema? ha replicato Nicoletta Boldrini, insegnante ex assessore comunale ad Umbertide in provincia di Perugia insegno in una scuola dove sono presenti decine e decine di etnie e diverse confessioni. Lasciamo liberi i ragazzi e le loro sensibilità di avere o meno questo simbolo in classe che non è mai stato un problema». «Per la prima volta un uomo del Pd dice cose serie», ha scritto Maurizio Gustinicchi. «La laicità dello Stato è sacrosanta, appartiene ad ognuno di noi, ma le nostre radici cristiane, la storia millenaria, l'identità, non possono essere cancellate: sono valori fondanti della nostra vita, dell'esistenza dei nostri figli», ha rincarato la dose l'esponente del partito democratico. Il rispetto costituzionale della laicità dello Stato rimbalza anche su twitter dove c'e' chi ricorda a Guasticchi i passaggi storici e le battaglie democratiche senza distinzione di credo. Difesa del proprio credo religioso, da sempre cara all'esponente del Pd.

Commenti

krgferr

Gio, 19/11/2015 - 16:55

Che un “progressista” (tipico esemplare non solo della gente di sinistra dove pure si trova il più alto numero di tali personaggi e fra i più autorevoli), vale a dire uno di quei personaggi che di norma sono caratterizzati dall'ossessione di non essere mai sufficientemente “a la page” sia giunto alla conclusione di come il Laicismo non abbia nulla in comune con il deserto della memoria e la totale rescissione delle proprie radici culturali, è abbastanza consolante in un momento tanto drammatico. Che abbia preso coscienza di una tale ovvietà soltanto ora e nel caso contingente riduce un poco il mio compiacimento. Saluti. Piero

Ritratto di semovente

semovente

Gio, 19/11/2015 - 17:18

La voce fuori dal coro viene sistematicamente zittita dai democratici komunisti il cui odore nauseabondo ammorba questo paese.