"Esporteremo in euro Per le nostre imprese si aprono opportunità"

Il patron Brembo: "Immotivati allarmismi. E Milano sarebbe una nuova City perfetta"

«La Brexit? Avrà effetti limitati e potrebbe anche essere un'opportunità», afferma con serenità Alberto Bombassei, patron della Brembo, azienda leader mondiale nella progettazione, sviluppo e produzione di impianti frenanti.

La secessione britannica è stata uno choc per la Ue, per i mercati finanziari e molti dicono che lo sarà anche per le imprese italiane. Sarà davvero così?

«Francamente credo di no anche se mi sembra prematuro dare dei giudizi definitivi. È un evento epocale, ma per le imprese non rivoluziona le cose. Qualsiasi modifica formale, al di là dei cambi, non avverrà prima di due anni. Vediamo che cosa decideranno i leader europei. Ma, ripeto, per il momento niente traumi».

Prometeia rileva che potrebbero tornare i dazi dopo 40 anni e che potrebbero pesare almeno il 5%. Se fossero le imprese italiane a farsene carico, costerebbe loro oltre 1,1 miliardi. Brembo potrebbe avere maggiori difficoltà a esportare nel Regno Unito?

«Stamattina abbiamo valutato la situazione e verificato che gli effetti saranno molto modesti. Una parte dei nostri prodotti viene esportata in Gran Bretagna in euro o in dollari. Quindi per noi non cambia molto. Se ci dovessero essere dei dazi doganali è chiaro che si valuterà se usare la moneta locale o se invece continuare come prima».

La sterlina debole potrebbe rendere più concorrenziali i prodotti britannici?

«Noi abbiamo anche una fabbrica in Inghilterra, impegnata nelle competizioni sportive. Diventerà più competitiva con una sterlina svalutata. Poi bisognerà fare il bilancio su quanto esporta (il 75%), e quanto importa su materie prime e in che valuta. Ma è prematuro fare i conti. L'impatto si assorbirà in modo più che ragionevole».

Il ministro del Tesoro Padoan parla di effetti limitati sull'Italia. Concorda?

«Secondo me, sì. I dati del ministero sull'import-export dicono che non ci saranno effetti traumatici. Bisognerà vedere la reazione dell'Europa, che non è ancora definita. Il problema sono le banche, ma non drammatizzerei».

Il presidente di Confindustria Boccia dice: «Niente panico, l'Europa ha i fondamentali». Chi pagherà un conto più salato?

«La Germania, perché le sue esportazioni in Gran Bretagna sono sensibilmente più alte delle nostre. Però le imprese tedesche sono molto forti e saranno in grado di adattarsi».

La Brexit potrebbe offrire anche delle opportunità?

«Abbiamo visto in questi giorni alcuni annunci di spostamenti di sedi bancarie dalla City è la capitale finanziaria europea. Serviranno lidi nuovi e se saremo bravi potremmo giocarcela. Come italiani, abbiamo delle possibilità e Milano può sperare. Se non è un'opportunità questa...».