Espulso a Brescia un pachistano accusato di terrorismo

LecceÈ accusato di far parte di una rete con finalità terroristiche e nei suoi confronti era stato emesso un provvedimento di espulsione a febbraio. Ma lui, Ahmed Riaz, noto anche come Humayun, 30 anni, cittadino pachistano, era ancora in Italia e ieri è stato fermato dai carabinieri del Ros a Brescia. L'operazione dei militari è stata condotta nell'ambito di controlli su personaggi considerati in qualche modo vicini al terrorismo islamico. Il nome del pachistano era già spuntato nel corso di indagini su cellule radicate in Italia e in particolare in provincia di Brescia, una zona considerata ad alto rischio. Riaz è accusato di aver stretto contatti sui social network, condividendo video e foto con altri estremisti. Il 30enne sarà allontanato dall'Italia oggi e verrà scortato in Pakistan.

L'allarme rimane alto da una parte all'altra dell'Italia. Non solo al nord ma anche al sud, dove i riflettori degli investigatori sono puntati sulle coste. L'allerta riguarda la rotta verso la Puglia. Proprio sul litorale salentino, nella zona di Andrano, il 13 febbraio erano sbarcati cinque cittadini siriani arrestati dai carabinieri perché trovati in possesso di documenti falsi e poi rimessi in libertà dal gip di Lecce, che invece li ritenne semplici profughi. Una decisione contro cui la Procura ha presentato impugnazione dinanzi al Riesame. Anche perché i siriani, oltre a quattro passaporti romeni e uno ceco, avevano anche un tesserino militare iracheno nonché telefoni cellulari e pen drive con immagini di guerra. I giudici, però pochi giorni fa hanno dato torto agli inquirenti e hanno ritenuto tra l'altro che vada condivisa la considerazione del gip secondo cui «appare irragionevole pensare che eventuali terroristi arabi giungano in territorio italiano in condizioni precarie e a bordo di una piccola imbarcazione di fortuna, correndo l'elevatissimo rischio di perire durante il tragitto». In ogni caso, sarebbe cambiato poco: i siriani, subito dopo la scarcerazione e una breve sosta al centro di accoglienza di Otranto, erano già spariti.