Le false cifre della Cgil: lo sciopero è stato un bluff

I dati delle aziende smontano gli entusiasmi dei sindacati: solo un lavoratore su quattro ha incrociato le braccia lo scorso 12 dicembre

Se a qualcuno è mai capitato di incappare in una giornata di sciopero, soprattutto a Roma, è difficile che sfugga questo particolare: la maggior parte delle persone che affollano la piazza e si accalca sotto il palco, in attesa delle parole del leader di turno, è composta per lo più da pensionati giunti nella Capitale in pullman da tutta Italia. L'effetto scenico è così assicurato, a beneficio di fotografi e telecamere. E lo sciopero, a questo punto, sembra aver fatto il tutto esaurito. Resta il fatto che, al di là dei pensionati, Cgil e Fiom pur di portare avanti la loro lotta politica, imbarcano sul loro carro studenti, antagonisti, centri sociali, Cobas e tutti gli «incazzati» in genere. Alla fine, nelle piazze e nei cortei, è facile contare più non iscritti che iscritti. Uno sciopero generale, inoltre, può anche far guadagnare qualche soldarello: per reggere una bandiera durante la manifestazione si arriverebbe a percepire fino a 20 euro.

Allo sciopero generale di Cgil (con la Fiom) e Uil del 12 dicembre scorso (nel mirino «Jobs Act» e legge di Stabilità) i bollettini ufficiali delle suddette organizzazioni parlano di manifestazione riuscita e di una partecipazione, da parte dei lavoratori, oltre il 60 per cento.

Peccato che alle piazze «piene», ad ascoltare Susanna Camusso (Cgil), Maurizio Landini (Fiom) e Carmelo Barbagallo (Uil) corrispondevano anche fabbriche e aziende altrettanto piene. In verità, guardando i dati generali affluiti dai vari settori, l'adesione allo sciopero generale non avrebbe superato quota 25 per cento. E se solo undici metalmeccanici Fca su cento hanno incrociato le braccia, come già riportato dal Giornale , nell'industria agroalimentare si è astenuto dal lavoro il 17% degli addetti, mentre sono state intorno al 2% le adesioni nel settore commercio, turismo e servizi. Partecipazioni basse anche per quanto riguarda chi opera nei comparti edilizia, legno, cemento, laterizi e lapidei: Toscana 10%, Umbria 3%, Campania 1% e Calabria 5%.

Guardando poi alle grosse realtà industriali, fatto salvo che in casa Fiat Chrysler Automobiles e Chn Industrial hanno scioperato l'11,6% delle persone, pari a 7.300 dipendenti su 63mila, negli impianti di Finmeccanica le percentuali più alte si riscontrano all'AnsaldoBreda di Palermo (52%) e Napoli (38%), e all'Alenia di Nola (50%) e di Foggia (39%); il resto viaggia tra il 10% e il 25%, e in alcuni casi sotto il 5 per cento. Un po' più alta la media riferita agli stabilimenti di Fincantieri: Riva Trigoso 60%, Marghera 58%, Muggiano 57% e Ancona 45%. E a parte lo 0% di Cetena, il dato più basso riguarda il 28% di adesioni registrato a Monfalcone.

Nel campo dell'energia si segnalano il 14% delle adesioni nel gruppo Enel e meno del 10% all'Edison. Il trasporto ferroviario ha invece visto circolare, il 12 dicembre scorso, il 95,89% di treni a media-lunga percorrenza e il 73% di treni regionali. Se si guarda a Ntv con i suoi super treni Italo l'adesione sarebbe stata di una decina di persone sul migliaio di dipendenti. Tornando ai metalmeccanici e rianalizzando le aziende della galassia Fca, a Maranello solo il 3% delle 2.700 tute rosse di Ferrari ha scioperato e, restando nell'ambito delle automobili sportive e di lusso, tra Modena e Grugliasco (Maserati) ad aver incrociato le braccia è stato il 6,7 per cento. Il dato più eclatante, in questo ambito, riguarda la Magneti Marelli di Crevalcore (il 75% dei 350 lavoratori), mentre a Corbetta non ha lavorato il 36% dei 1.100 dipendenti. A Melfi, dove le linee di produzione stanno sfornando i nuovi modelli Jeep Renegade e Fiat 500X, non si sono presentati in fabbrica il 2,7% dei 5.900 operai, mentre ad Atessa (Sevel Val di Sangro), impianto in joint venture con i francesi di Psa e specializzato in veicoli commerciali, il dato è il seguente: 5,1% su 6.250 persone. Basse anche le percentuali negli altri siti che hanno ritrovato o stanno per ritrovare una mission: Pomigliano d'Arco (1% su 4.494), Mirafiori (12% su 1.300), Cassino (1,7% su 4.133).

È vero che ci sono state adesioni allo sciopero generale del 12 dicembre, ma guardando tutti questi dati e sapendo come funzionano le cose, è improprio parlare di manifestazione riuscita e di adesioni superiori al 60 per cento.

Commenti

Ladifferenza

Gio, 18/12/2014 - 10:32

Io ringrazio di questa puntualizazzione. Spesso vengono dichiarati dati falsi per coprire e continuare a cavalcare l'onda, che oramai è in direzione finale della sua manifestazione Waled

linoalo1

Gio, 18/12/2014 - 10:42

Dopo questo Flop,gli Scioperi non verranno più fatti di Venerdì,ma bensì di Lunedì!Comunque,mai di Mercoledì!Lino.

st.it

Gio, 18/12/2014 - 11:05

lo sciopero sarà stato anche un bluff ma definire riforma del lavoro lo jobs act è un insulto al buon senso e uno sputo in faccia a tutti quelli che si fanno il mazzo per farsi dissanguare di tasse da un incapace.

vittoriomazzucato

Gio, 18/12/2014 - 11:09

Sono Luca. Grazie per la puntualizzazione.

scipione

Gio, 18/12/2014 - 11:11

Sono alla frutta,eppure " ridono".Che c'avranno da ridere ,mha....

Ritratto di manasse

manasse

Gio, 18/12/2014 - 14:03

e cosa volete aspettarvi dai sinistronzi che dicano la verità,hanno sempre detto che in spazi misurati in mq c'erano un milione di persone quando la matematica diceva che ci potevano stare pigiate come sardine in barile al massimo 250.000 la pravda è l'unica verità dei sinistri

Giorgio5819

Gio, 18/12/2014 - 17:43

Niente di nuovo, le cifre della cgil sono sempre false, come la loro malata ideologia.

Giorgio5819

Gio, 18/12/2014 - 17:44

Scipione, facile capire perché questi due ridono, non hanno mai lavorato e campano su lacrime e sudore dei lavoratori veri.

filder

Gio, 18/12/2014 - 22:14

Una bella coppia che se non altro tutti rappresentano la bellezza Italica.

gpl_srl@yahoo.it

Ven, 19/12/2014 - 10:29

tutto da rifare! le cose cambieranno quando saranno loro a pagare le ore di sciopero!