Il fantasma di Spelacchio agita la Raggi

L'abete di Roma

Roma - A 70 giorni dal Natale nella Capitale torna l'incubo «Spelacchio», lo sgangherato abete che l'anno scorso ha gettato nel ridicolo la città eterna. Per evitare una nuova figuraccia dell'amministrazione come quella provocata dall'immagine di «povero Tristo», donato dalla Val di Fiemme ma subito finito sulle pagine dei quotidiani di mezzo mondo, l'amministrazione di Virginia Raggi si era mossa per tempo.

Già a giugno il comune aveva pubblicato un bando per la donazione di un albero, con annessi oneri di addobbi e di installazione. Insomma, cercava qualche privato disposto a sborsare i soldi. Sulla carta doveva essere una soluzione che avrebbe evitato il riproposi delle polemiche. Peccato che a luglio - come racconta il Tempo -, il bando sia andato deserto e che nessun privato si sia fatto avanti con un gesto di liberalità per regalare all'urbe un albero degno di piazza Venezia. Ecco che ora l'amministrazione capitolina ora è corsa ai ripari e per invogliare i privati a farsi avanti ha optato per la formula della sponsorizzazione. Cioè la possibilità di avere, in cambio della spesa per la donazione e l'allestimento dell'albero, la visibilità del proprio marchio.

Ecco però i criteri che dovranno essere rispettati dal futuro sponsor: «L'abete dovrà essere di tipo naturale. L'addobbo fatto solo con elementi legati alla tradizione decorativa degli alberi di Natale. Il puntale non potrà recare riferimenti allo sponsor. Le luci dovranno essere a led con tonalità calda nelle ore serali. Lo sponsor potrà essere posizionato su tre dei quattro alti del basamento». Parola d'ordine semplicità, ma non troppa. Istruzioni precise per dribblare polemiche e ironie come quelle che hanno invaso i social durante le scorse festività. La gara è aperta fino al 12 novembre. Poi l'abete dovrà essere installato entro l'8 dicembre, data tradizionale dell'inaugurazione degli alberi di Natale. Al privato toccherà oltre che la selezione dell'albero, il taglio, il trasporto, il montaggio, la decorazione, ma anche il monitoraggio e la sorveglianza. Sarebbe già arrivata in Campidoglio un'offerta dal valore di 376mila euro più Iva. Il Natale dei romani potrebbe essere salvo.