Il fatale destino di Diesel, cane poliziotto caduto da eroe

È stata l'unica vittima tra i "buoni" nel raid contro gli jihadisti

Hanno nomi diversi, forme diverse, colori diversi ma un'unica bandiera, un credo uguale per tutti: la fedeltà assoluta nei confronti del loro conduttore. Sono i cani della polizia, anzi quelli dell'antiterrorismo, l'èlite dei cani da ricerca, soccorso e combattimento. A loro è richiesta, a ogni ora di ogni giorno dell'anno, un'operatività d'eccellenza, rapida e senza sbavature. Bastano due parole del loro conduttore e, da una fase di apparente riposo, scattano come molle verso l'elicottero, con tutti i sensi (ben più dei nostri) in allerta massima perché da loro spesso dipende l'esito di una delicata operazione e la vita stessa dei militari che li accompagnano dove si rende necessario che entrino in azione. Fin da cuccioli, dopo un'attentissima valutazione fisica e psichica, sono selezionati in base a criteri che vanno di pari passo a quelli richiesti a un pilota di Tornado. La paura non figura nel loro particolare vocabolario, il che non vuol dire che siano avventati, mettendo a rischio quella di chi li conduce e li segue nell'azione. Tutt'altro. Sono guardinghi, non staccano gli occhi dal punto «sensibile», le orecchie dritte e immobili per captare anche il minimo rumore e per udire la parola appena sussurrata di chi gli chiede di attaccare o il suono sovracuto di un fischietto non udibile dall'orecchio umano. Questa volta, assieme alle forze speciali della polizia francese, c'era Diesel, un Pastore Belga di 7 anni, con un addestramento specifico per la ricerca di materiale esplosivo. Dopo la drammatica sequela di attentati avvenuti nella notte di venerdì a Parigi, la polizia nazionale francese era alla ricerca di terroristi islamici e soprattutto di quella che era ritenuta la mente della strage del Bataclan e degli altri luoghi vicini: Abdelhamid Abaaoud. L'attenzione degli agenti si era concentrata su un appartamento di Saint-Denis, ed è lì che ieri mattina ha avuto luogo un blitz delle teste di cuoio. Il primo a fare irruzione nella casa, dopo lo sfondamento della porta, è stato proprio Diesel. Si temeva infatti che nel covo fossero nascoste scorte d'esplosivo. Subito è iniziata una sparatoria che ha portato alla morte di due terroristi, al fermo di sette di loro e al ferimento di cinque poliziotti e un passante. È stata la polizia stessa a dare il triste annuncio che il primo morto, durante il conflitto a fuoco, è stato Diesel, centrato dalla raffica di un terrorista. «Il nostro cane - ha annunciato la gendarmerie sui social network - ha esalato l'ultimo respiro tra le braccia del suo conduttore». L'annuncio della sua morte ha attraversato la rete e, in pochi minuti, l'hashtag #JeSuisChien è divenuto virale. «Tutto il mondo - ha scritto Antho - renda omaggio a Diesel, il cane del Raid, deceduto stamattina durante il blitz. Un abbraccio al suo conduttore!». E un abbraccio gli giunga da chi vuol bene a questi piccoli grandi eroi.