Ferie extralarge per le Regioni. Calabria record con 71 giorni

Tra i più vacanzieri il Friuli della dem Serracchiani e l'Emilia del renziano Bonaccini. Virtuoso il Veneto

Mentre tutti gli occhi sono puntati sulle vacanze dei parlamentari di Camera e Senato - per loro ben 40 giorni di riposo - e impazzano i dibattiti sul vitalizio di chi siede sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama, le ferie dei consiglieri regionali potrebbero sembrare un tema di poco conto, laterale, se confrontato con gli sprechi della politica dei palazzi romani. Ma, da Bolzano a Palermo, la notizia è che i rappresentanti delle varie assemblee delle regioni, anche loro, godono di un bel gruzzolo di giorni liberi. In molte situazioni superiore a quello di deputati e senatori.

Il caso più eclatante è quello della Regione Calabria. Lì i consiglieri regionali sono già al mare (o in montagna) da più di un mese. L'ultima seduta del parlamentino calabrese risale al 29 giugno e se la sono presa comoda, perché la prossima convocazione dell'assemblea è prevista per l'11 settembre. Quasi due e mesi e mezzo di riposo, come studenti, professori e insegnanti. Si ritorna sui banchi a ridosso di metà settembre. Una circostanza che ha spinto due parlamentari calabresi di Forza Italia, Mario Occhiuto e Jole Santelli, a presentare un'interrogazione al ministro degli Affari regionali, ruolo ricoperto ad interim dal premier Paolo Gentiloni dopo l'abbandono del governo da parte dell'ex titolare Enrico Costa. Battere i 71 giorni di riposo del consiglio regionale calabrese non è semplice, ma sbaglia chi pensa che l'abuso delle ferie sia una prerogativa meridionale. Al secondo posto si piazza un'altra regione governata dalla sinistra, ma a più di mille chilometri di distanza. A Trieste il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, governatore la dem Debora Serracchiani (che è pure vicesegretario del Pd), ha chiuso i battenti il 21 luglio. Si è discusso un argomento delicato: l'assestamento di bilancio dell'anno 2017 e il bilancio del biennio 2017-2019. Poi, liberi tutti. L'appuntamento, ancora non annunciato ufficialmente, è per l'inizio della seconda settimana di settembre, l'11 o il 12, quando riprenderà l'attività della maggior parte delle assemblee. La differenza, infatti, la fa l'inizio delle ferie più che la ripresa dei lavori. Così i consiglieri dell'Emilia-Romagna, da sempre regione rossa, ora amministrata dal renziano Stefano Bonaccini, hanno fatto le valigie il 26 luglio, beccandosi 45 giorni di vacanza. Si distinguono per pigrizia le Province autonome di Trento e Bolzano. Trentini e altoatesini si sono coordinati. Per entrambe le assemblee l'ultima seduta è stata il 28 luglio, con la ripresa annunciata per il 12 settembre. Il totale fa 43 giorni di ferie. E anche qui siamo sopra la media dei 40 giorni del Parlamento nazionale. Stesso discorso vale per la Valle d'Aosta (45 giorni), ma nella piccola regione autonoma i lavori del consiglio riprenderanno molto tardi. La prossima riunione è fissata per il 20 e 21 settembre. Un record, con quasi tutto il mese di settembre senza sedute. Per il resto, sono poche le regioni ad andare sotto la soglia dei 40 giorni. Tra queste il Veneto del leghista Luca Zaia. Meno di un mese di vacanza per i consiglieri regionali veneti. Ad aumentare la media delle giornate libere, poi, ci sono i Consigli regionali che indicano come ripresa delle attività la prima riunione di una qualsiasi commissione al rientro dalla pausa. Come il Piemonte, le Marche, l'Umbria e la Puglia. Tutte sotto quota 40, ma da stimare al rialzo, considerando che il Consiglio ancora non è stato convocato, ma di solito si riunisce sempreuna settimana dopo le commissioni. E si arriva alla deadline del primo martedì di settembre. Con il superamento dei giorni di relax degli onorevoli di Montecitorio e Palazzo Madama. Tutto il mondo è paese.

Commenti

Popi46

Mar, 15/08/2017 - 16:01

Stessero sempre in ferie farebbero meno danni

unz

Mar, 15/08/2017 - 16:21

Grandissimi.

swiller

Gio, 17/08/2017 - 03:14

Delinquenti.