Ferito il difensore Bartra Sfida solo rinviata Già stasera tutti in campo

Arriva dal Barcellona lo spagnolo ricoverato Operato al polso per rimuovere le schegge

Uno dei tanti canterani lasciati andare dal Barcellona negli ultimi anni, la scorsa estate Marc Bartra aveva optato per il Borussia Dortmund per far decollare una carriera che, a 25 anni, non poteva più attendere. Troppo scarso il minutaggio raccolto con i blaugrana, troppo sporadiche e singhiozzanti le apparizioni in un club che, dopo l'addio di Guardiola, ha lentamente mutato pelle, lasciando in un angolino le forze nuove prodotte dal viv aio catalano a favore di una politica più orientata all'acquisto del giocatore già formato. Bartra aveva debuttato con il Barcellona a 19 anni nel 2010, 8 anni dopo essere entrato in una delle più esclusive scuole calcio del mondo, proveniente dai cugini «poveri» di Barcellona dell'Espanyol, ed essersi fatto tutta la trafila delle giovanili. Nel 2012-13 Tito Villanova lo aveva aggregato definitivamente in prima squadra, e l'anno seguente Vincente Del Bosque lo aveva fatto debuttare in nazionale, in sostituzione di Sergio Ramos, nel 5-1 rifilato dalla Spagna alla Macedonia nelle qualificazioni a Euro 2016. L'allora ct delle Furie Rosse aveva dichiarato che l'unico problema di Bartra era «la scarsa continuità di impiego, perché sul talento nessuno può avere nulla da eccepire».

Ma il duo Mascherano-Piqué in Catalogna è ormai un'istituzione, e con l'arrivo di Luis Enrique un tecnico quasi allergico al lancio dei canteranos - per Bartra lo spazio si è ridotto. Da qui la scelta di cambiare aria e sposare un progetto giovane e pieno di potenzialità come quello del Borussia Dortmund di Thomas Tuchel, alla ricerca di un centrale affidabile in grado di non far rimpiangere troppo il nazionale tedesco Mats Hummels. Una missione che Bartra ha saputo svolgere in maniera egregia, dimostrando che le stagioni trascorse in panchina non avevano arrugginito le sue qualità, in primis nel gioco aereo e nell'impostazione.

Titolare fisso per Tuchel, Bartra ha finora disputato 29 partite in giallonero, segnando un gol alla prima giornata della fase a giorni di Champions nel 6-0 del Borussia in casa del Legia Varsavia. Purtroppo le cronache di ieri lo stanno portando sulle prime pagine dei giornali per un episodio completamente avulso dal calcio, ma per fortuna dall'esito non tragico. Bartra si trova all'ospedale «in buone condizioni», come dichiarato dal padre Josep. In serata è stato operato per estrarre le schegge di vetro dal polso. Tutti i compagni, al momento dell'esplosione, si sono sdraiati sul pavimento del bus. Il mezzo, fortunatamente, aveva vetri rinforzati antisfondamento.

Immediata è scattata la solidarietà sul web per il giocatore rimasto ferito dallo scoppio dei cristalli e tra i primi tweet arrivati c'è stato quello della sua ex squadra, il Barcellona, e del connazionale Javi Martinez, suo rivale in Bundesliga con il Bayern Monaco. E proprio in Baviera la polizia in assetto anti terrorismo ha scorato il pullman del Real Madrid, impegnato stasera. Sono quindi seguiti i comunicati ufficiali di Borussia Dortmund e Monaco, mentre la situazione ha generato anche un pregevole rovescio della medaglia: i tifosi monegaschi sono infatti stati ospitati a dormire da quelli tedeschi in uno spontaneo gemellaggio di solidarietà. Segno che anche il calcio può tornare a proporre qualcosa di nobile. Ancora una volta invece l'Uefa, contrariamente ai due club, non ha brillato per tempestività a livello comunicativo. La partita è comunque stata sospesa, dal momento che l'intero Borussia si trovava sotto shock, e verrà recuperata oggi alle ore 18.45. Evitato così l'accavallamento con i due match in programma stasera, ovvero l'ormai nota quasi esclusiva fonte di preoccupazione per l'Uefa. Tutto il resto sono danni collaterali.